(Seregno, 26/03/2017)

Da dove si comincia nel raccontare una giornata come quella di ieri?

Non saprei, e soprattutto fatico ancora a trovare le parole giuste, ma proprio come mi son detto ieri prima del via: ci provo!

Partirei da lontano, quando circa 4 anni fa, dopo i miei primissimi 21 km al parco di Monza, mi preparavo con timore e completa inconsapevolezza alla mia prima maratona, Letteralmente euforico ma distrutto dopo 2 ore di corsa e con le gambe dure come l’asfalto che avevo appena finito di calcare, mi rivolsi al mio compagno di corse Andrea con scherzando su quando sarebbe arrivato il giorno in cui avremmo tagliato il traguardo di una mezza in 1:30′

Ridemmo e terminammo il discorso proprio lì dov’era appena iniziato!

Quasi inconsapevolmente quel giorno si avvicinava sempre più. Mi convinsi di ciò alla mezza di Monza del 2015, dove vidi il cronometro fermarsi a 1h33.

Ci riprovai a Bergamo, Lodi e nuovamente a Monza lo scorso Settembre ma non mi avvicinai mai al tanto desiderato obbiettivo, arrivando al traguardo con tempi più alti.

Non sono il tipo ossessionato dal tempo in gara, o meglio, un’occhiata all’orologio me la concedo spesso, ma ammetto che dopo qualche anno di corsa e un bel po’ di gare, la voglia di sfidare se stessi e tentare di centrare un obiettivo ti viene quasi in automatico, quantomeno come nuovo stimolo.

Spinto da ciò, mi decido una volta per tutte a seguire degli allenamenti più precisi e programmati.

L’appuntamento a dire il vero è fissato per la maratona di Parigi del prossimo 9 Aprile, ma l’idea di approfittare di una gara, per di più a due passi da casa, e poter testare la mia condizione a due settimane dal grande giorno, mi ha spinto ad iscrivermi alla mezza di Seregno, che si sarebbe svolta in concomitanza della mitica 100km .

Sentivo di star bene e su consiglio di alcuni Marciatori ben più esperti di me, decido di puntare ancora una volta al mio pallino, una mezza in 1h30.

La giornata piovosa e fresca non fa altro che alimentare in me la sensazione che sia l’occasione giusta per provarci, e così a pochi secondi dal via mi decido : via l’orologio e mirino puntato sui palloncini azzurri dei pacers.

Parto attardato rispetto a loro e questo comporta correre leggermente più forte per poterli raggiungere. Spero di non pagarlo ma nel frattempo supero parecchie persone molto più lente e mi accodo ai palloncini che mi tireranno per i prossimi 20 km.

Cesare e Lorenza. Sono loro i miei angeli custodi a cui mi affido oggi.

L’andatura è folle, e un po’ ammetto di esserne spaventato. Non si tratta di un ritmo che non ho mai tenuto, ma semplicemente non l’ho mai fatto durare per una distanza simile.

Oramai ho deciso che oggi va come va, prendo coscienza che non mi resta che azzardare e se non ce la dovessi fare nessun problema. Se mai ci provo, mai saprò.

I km passano davvero in fretta e risulta oramai chiaro in quanti siamo a cercare di tagliare il traguardo nel tempo segnato sui palloncini azzurri. Credo una decina di persone, coi quali si instaura una sorta di alleanza e unione contro le prossime fatiche chi ci accompagneranno passo dopo passo.

Passati per le centralissime vie di Seregno ci portiamo verso la temuta pista ciclabile che costeggia la SS36. Uno dei tratti più brutti non solo per il “panorama” che mi circonda, ma anche per la lieve pendenza positiva alternata a tre o quattro sali scendi che influenzano non poco l’andatura. Accuso lievemente l’altimetria distaccandomi di una decina di metri dal mio gruppetto. Giuro che per qualche secondo stavo subendo questa situazione e la testa, assecondata anche dalla fatica, stava cercando di lanciare segnali di resa alle mie gambe.

Aver stretto i denti ed essermi affiancato ad un altro concorrente in una sorta di gara nella gara mi ha deconcentrato molto, tant’è che ho finalmente guadagnato la fine di questo antipatico tratto di circa 5 km e, cosa non da meno, sono a meno di due metri da Cesare.

Incredulo mi riaccoglie tra loro con un sorriso e mi sprona a non mollarli. Potrebbe costarmi caro e rischierei di mollare definitivamente.

Ma lui, e forse ad esser sinceri nemmeno io, non sa che a dire il vero mi sento stranamente bene sia di gambe che di testa. Non manca nemmeno molto e sono piacevolmente sorpreso quando sbirciando il quadrante dell’orologio noto che sto correndo ben più veloce del ritmo che mi consentirebbe di tagliare il traguardo in 1:30.

Mi sento in una fase strana: sto bene e sento di averne, ma che faccio? Mi stacco e provo ad aumentare? Non sarà troppo presto seppur manchino solo 5km ? E se poi butto quello che ho fatto fin qui?

Chiedo consiglio a Cesare e quando mi dice che siamo sul 29 basso all’inizio fatico a capirne il significato e solo dopo avermelo ripetuto ho realizzato che in previsione sarei arrivato anche sotto al mio obbiettivo finale. La notizia mi da un’ulteriore iniezione di fiducia e nel vedere il cartello del 19mo km accelero inconsciamente staccando coloro che mi hanno fatto da lepre quest’oggi.

Non so più a quanto sto viaggiando e nemmeno dove mi trovo, so solo che devo continuare ad aumentare il più possibile.

Si intravede il traguardo e sento salire la commozione che mi bagna gli occhi. Invece di aumentare rallento e cerco di godermi il momento e quando d’un tratto vedo la mia ragazza corro verso di lei a salutarla! Oggi c’è anche lei! Sembra fatto apposta! Le urlo “UN’ORA E TRENTA!” con la voce già tremolante da un pianto di gioia che sta per scoppiare.

Pianto che scoppia definitivamente una volta che stoppo il cronometro!

1 ora, 28 minuti e 49 secondi. Ci sono riuscito ! E proprio in una corsa che nemmeno avevo programmato.

Allenamenti, fatica e sacrifici… ma poi arrivano giornate come questa e ti senti volare!

Merito anche al duro lavoro, talvolta noioso che mi ha fatto fare quel salto di qualità necessario a raggiungere questo traguardo, che non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di un grande coach come Giampiero.

Nuovo personal best nella mezza maratona e adesso, testa alla sorella maggiore, la mitica Maratona. Il 9 Aprile ci proverò a Parigi.

Paris,je suis prét

(Parigi, sono pronto)