“Arrivederci al 2017 con un conto in sospeso… ripercorrere quelle terre accarezzati da un caldo sole primaverile!” Il racconto della scorsa edizione finì con queste parole.

Oggi ripenso a quella sera di un mese fa in birreria con gli altri. Non faccio altro che credere sempre più di aver fatto bene a non dar retta a quelle parole che uscivano dalla mia bocca. Ricordo che respingevo in maniera convinta l’invito di Claudio a partecipare ancora una volta alla “Terre di Siena Ultramarathon” e, per fortuna direi, oggi posso esser felice di aver accettato.

E’ partita ancora da Siena la mia nuova stagione podistica, proprio come lo scorso anno. Ma qualcosa sento che è cambiato; certamente ho un anno in più di km sulle gambe ed un’esperienza ancor più arricchita dalle ultime uscite del 2016, con  la mia prima Ultra a Salsomaggiore e con New York ancor viva nel cuore, ma il fatto di aver iniziato l’anno con un criterio di allenamento più severo e soprattutto più logico mi permette di arrivare a Siena speranzoso di portare a casa un buon risultato.

A onor del vero l’obbiettivo finale non è per nulla quello del cronometro, bensì quello di godermi il weekend in compagnia dei mitici marciatori e di testare il mio grado di preparazione in vista del prossimo vero traguardo : il PB in maratona, per la precisione a Parigi.

Siamo un bel gruppo numeroso e abbiamo almeno un rappresentante per ogni distanza che caratterizza l’evento senese. Alessandro per la 18 km; il sottoscritto, Paolo, Giorgio, Simona e Jessica per la media distanza da 32 km e i mitici Claudio e Giampiero per l’ardua 50 km; tutti supportati e incitati dal nostro presidente Mirella ,dalla famiglia di Ale e da Luana.

Sul pullman navetta per Colle Val D’Elsa inizia a salire la tensione. Si tratta pur sempre di una gara e la voglia di far bene è tanta. Ci rintaniamo in un bar per un caffè perché seppur si tratti di una mattinata soleggiata l’aria è ancora fredda. Il tempo passa in fretta e la piazza del comune dalla quale prenderà il via la 32 si sta animando sempre più.

Ore 9:00. Ci siamo! E’ arrivato il momento di chiudere il conto in sospeso con questa corsa.

Parto col preciso ricordo dell’irregolarità altimetrica del percorso, e decido di trarne vantaggio preservando le energie che mi serviranno sicuramente più avanti.

Lo scorso anno le fastidiose sollecitazioni dovute al continuo saliscendi delle colline senesi mi causarono non pochi problemi , imponendomi nella seconda parte di gara numerosi tratti camminati.

Mi accodo così in fondo al gruppone, considerato che già dal primo passo dopo la linea di partenza, la strada inizia a guadagnare una lieve pendenza positiva per circa 500 metri. E’ ancora presto e l’aria è frizzantina, ma il sole è già alto abbastanza da farmi pensare che presto ne soffrirò il suo calore. Saranno vitali quindi i vari  ristori per poter ricaricarmi con acqua e liquidi. Puntualmente arrivo al primo ristoro dopo 5 km e nemmeno a dirlo lo salto clamorosamente. So bene dell’azzardo, ma in fondo è solo il primo e, cosa ancor più importante, ho trovato il giusto passo e non mi va di deconcentrarmi.

Sin da subito le fatiche del percorso la fanno da padrona,  ma non sulle mie gambe fortunatamente; la partenza più cauta rispetto a molti altri corridori mi permette di guadagnare numerose posizioni senza dover nemmeno sforzarmi più di tanto. Solitamente ero io l’avventato che partiva a razzo sin dai primi km e quindi la cosa non può far altro che farmi bene, la testa come si sa è parte fondamentale in una corsa e il messaggio che le sto lanciando mi permette di mantenermi lucido e concentrato nel mantenere la giusta costanza nel passo.

Scorrono in fretta i km delle strade bianche della via francigena sotto le mie scarpe, e mi concedo spesso di sollevare lo sguardo e scrutare quelle magnifiche terre che mi circondano; oggi è una giornata perfetta e sarei sciocco a non godermi questo angolo di paradiso. La mente si stacca facilmente da quello che sta accadendo decine di centimetri più in basso e ammetto che questa distrazione mi permette di correre se possibile ancor più leggero. I panorami attorno a me disegnano linee sinuose decorate da file di vigneti ed ulivi perfettamente coltivati, che circondano casolari e rustici incastonati tra colline che si  sviluppano fino all’orizzonte. Mi perdonerete se mi faccio prendere la mano nel descrivere questi posti ma iscrivetevi anche voi il prossimo anno e poi capirete.

Vi risparmio la noia e “riprendiamo” a correre. Accanto a me incontro un personaggio chiassoso che saluta qualsiasi passante o addetto alla gara; non tace un secondo, ma lo fa con simpatia e, cosa non da poco lo fa con un passo notevole. Decido quindi di attaccarmi a lui ed  assieme, tra una battuta e l’altra arriviamo ai piedi di uno dei comuni più suggestivi d’Italia, ovvero Monteriggioni. Un comune medievale che domina il territorio circostante dalla sommità di una collina, che presto ci troviamo a “scalare”. Non sto esagerando, la salita ha una pendenza incredibile e correre è solo per pochi; è proprio qui che supero molti altri corridori che arrancando guadagnano l’ingresso nel comune e tra questi il mio simpatico compagno di battute. All’interno  del castello mi attende un ottimo ristoro e questa volta non mi lascio sfuggire l’occasione di bere molta acqua. Riparto immediatamente però, e la discesa che lascia alle mie spalle questa stupenda tappa mi permette di riprendere subito la velocità che avevo poco fa.

Sono nuovamente solo e ricominciando il giochino del panorama attorno a me mi rimetto a macinare km al passo che mi ero prefissato, non prima però di aver dedicato qualche secondo ad un veloce check-up. Sembra tutto ok, ginocchia e caviglie reggono, i muscoli sono ancora sciolti e la mente molto lucida; i km mancanti ora sono circa 16 e la previsione è quella di potermi concedere anche qualche tratto dove poter rifiatare, anche perché ricordo bene che il tratto finale non è per nulla semplice.

Molti su e giù ancora, e la fatica inizia a dirmi che oramai sta correndo al mio fianco da qualche km; ricordo bene dove mi trovo e so che il peggio è lì dietro l’angolo.

Giungo ad un ristoro subito dopo una salita che aimè ho potuto affrontare solo al passo. E cosa vedono i miei occhi? Delle fette di pane con salame, soppressata e altri affettati vari! No, non sto sognando ad occhi aperti; mi trovo al penultimo ristorno nei pressi di una bellissima cascina nella quale si respira proprio l’aria di campagna e natura. E’ un’ingiustizia penso, e perché tutta questa cattiveria proprio adesso che ho una fame esagerata e che, aimè, mancano ancora circa 10 km? Proseguo con una misera fetta di arancia e un bicchierino di coca cola (per la serie, c’era anche il vino…) ma ovviamente sono in gara e non mi sembra il caso di rovinare tutto stramazzando a terra attanagliato dai dolori alla milza!

L’ingresso in Siena, seppur con un’ultima lunga e cattiva salita, è mozzafiato. La città è a dir poco magica e si respira ancora l’aria medievale che la contraddistingue. E’ colma di persone che passeggiano tra le vie del centro storico ed all’interno delle mura sale forte la voglia di scattare come un centometrista. Ti sembra di esser arrivato, ma mancano ancora 2km e qualche piccola salita(come se non ne avessi già incontrate abbastanza); le gambe oramai sono come pezzi di legno e sono costretto a scartare anche qualche passante ignaro che io sia partito due ore e mezzo fa da Colle Val d’Elsa a 30 km di distanza, ma poi finalmente eccola, la discesa più bella di tutte, ovvero quella che con un’improvvisa curva a destra mi getta ripido tra la folla lungo le transenne che delimitano gli ultimi metri di gara in una delle piazze più famose del mondo, piazza del campo.

Il traguardo è raggiunto e con somma soddisfazione anche in un tempo che mai avrei immaginato.

Per i numeri termino con un tempo di 2:41’ in 74° posizione!

La soddisfazione sta nel fatto che i duri allenamenti stanno dando i loro frutti, grazie anche all’aiuto dei miei compagni Marciatori, il coach Giampi su tutti. Il week end si conclude al meglio, gustandoci il buono pranzo concesso dagli organizzatori, seduti comodamente al tavolo di un bar in piazza del campo, baciati dal caldo sole toscano e con la compagnia del gruppone dei mitici marciatori. La rivincita è compiuta e si torna a casa con una nuova storia da raccontare.

 

 

 

 

 

 

 

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