Una corsa un po’ più su!

Abbandono l’asfalto piatto e noioso per questa Domenica e parto in direzione dei monti lariani nei pressi di Lecco, per la precisione Valmadrera.

A dire il vero è oramai qualche settimana che in orario serale, dopo lavoro, ripercorro in lungo e in largo vari sentieri e mulattiere nei pressi di questi monti, lasciandomi sempre più alle spalle la monotona strada di città con un solo e unico obbiettivo : arrivare preparato al Trofeo Dario&Willy!

Una corsa, anzi una skyrace vera e propria, che mi vede protagonista per la seconda volta dopo la prima e indimenticabile esperienza dell’anno precedente!

Con questa gara si apre così la “mia” stagione podistica montanara.

Finalmente sentieri, rocce, boschi, discese veloci e divertenti e, soprattutto, salite! Si sale di quota e il dislivello positivo aumenta, ed è proprio in questo habitat che riesco a esprimermi al meglio.

Lo scorso anno fu per me il battesimo in questo tipo di corse e non andò nemmeno così male; quest’anno si replica con la voglia di divertirmi al massimo e provare anche a migliorare!

Le non promettenti previsioni meteo dei giorni precedenti sono confermate in pieno, tant’è che all’arrivo nei pressi di Valmadrera si scrutano, tra i nuvoloni sparsi, le vette dei monti più alti addirittura innevate.

Per essere a Maggio è senza dubbio un clima anomalo!

Freddo, pioggia e vento però non frenano i quasi  500 concorrenti che puntuali, iniziano sin dalle prime ore del mattino, a popolare il centro sportivo da dove si partirà.

Il ritiro dei pettorali e del pacco gara(un bellissimo zainetto da running offerto da DFSportSpecialist) è un buon momento per prendere piano piano confidenza con l’ambiente circostante, e le battute scambiate nello spogliatoio con gli altri corridori, aiutano a stemperare tensioni e preoccupazioni.

Con me oggi c’è anche il Capitano, Mike. Ha colto al volo l’occasione di esserci e la presenza di un altro Marciatore Desio non può far altro che rallegrarmi.

La pioggia cade incessante seppur con poca intensità, ma in questi attimi che anticipano la partenza, meglio indossare il cappellino e un sacco dell’immondizia, portato appositamente da casa per ripararmi da acqua e vento, che poi potrò gettare pochi metri dopo il via.

Ore 9.00. Lo start è puntuale. Letteralmente in coda al numeroso gruppone, mantengo sin da subito un basso profilo cauto e frenato; la gara è lunga e non c’è bisogno di spingere più del dovuto ora.

Per qualche centinaio di metri, la strada ampia e asfaltata, ci conduce in leggera salita ai piedi del sentiero vero e proprio; la gara inizia già qui! Non ci metto poco a scaldarmi e al primo cestino mi svesto del mio ridicolo mantello di plastica e lo getto come in un gesto ufficiale che sancisce letteralmente l’inizio della mia D&W. Mike è già staccato! Ora sarò da solo per i prossimi 23 Km!

Le prime vere pendenze iniziano a darci il benvenuto e una lunga e tortuosa mulattiera si snoda tra abitazioni e vicoli molto stretti sempre più su.

Le gambe vanno più veloci di molte altre che vedo a fianco alle mie. Sorpasso così molti concorrenti che hanno già le mani sulle ginocchia e il respiro affannoso e guadagno posizioni su posizioni. Sento di star molto bene e mi accorgo di avere un buon passo che, ovviamente, freno non appena i muscoli delle gambe iniziano a “bruciare” e procedo così con una veloce camminata lungo il sentiero sempre più ripido e stretto. Ora è il momento di recuperare dallo sforzo iniziale rimanendo concentrato sul respiro e su dove metto i piedi. La sensazione che si percepisce è strana; nel bosco umido e fitto, nonostante il lungo serpentone creato dai corridori(camminatori in questo punto della corsa), regna un tremendo silenzio; quasi sacro, fatto di fatica e concentrazione.

Guadagno quota in pochi minuti e alla volta dei 3 corni di Canzo, in prossimità del rifugio SEV, raggiungo il primo cancello orario e primo ristoro di gara. Curiosamente sollevo il polso per dare una controllata al tempo. Rispetto allo scorso anno sono in ritardo di ben 5minuti, eppure pensavo di esser salito più in fretta!

Suddivido la corsa in 5 parti ben distinte. La prima, appena superata, è stata quella che mi ha portato in quota; la seconda, è la prima discesa della corsa che parte proprio dal cancello, circa 3 km; quì il vero skyrunner fa la differenza in una gara di questo tipo e io che non sono per nulla a mio agio in discesa, vengo infatti superato da alcuni runners che vedo letteralmente volare.

La pioggia e il fango rendono tutto più difficile, ma sento di esser migliorato rispetto allo scorso anno e noto con piacere che anche io sorpasso molti concorrenti più indecisi e frenati di me in questo tratto.

Con molta meno preoccupazione riesco anche a essere veloce e divertirmi tra scivolate, salti e cambi di direzione improvvisi.

Raggiungo il rifugio Terz’alpe ed entro nella terza e forse più importante parte di gara, quella centrale!

In questi 5 km è importante non perdere il ritmo, sapendo però dosare con attenzione le energie per affrontare la seconda metà di gara.

Le gambe oggi sono molto sollecitate e alternano salite che mordono sui polpacci, a lunghe discese non molto salutari per ginocchia e caviglie.

Il sentiero riprende lentamente a salire e portarmi di nuovo in quota con non poco sforzo.  Raggiunta una certa altezza(circa 1200m.s.l.m.) si libera la visuale ed il panorama è mozzafiato; ecco un altro punto a favore delle corse in montagna.

Il percorso dopo una breve discesa torna su fino in cima al monte Rai e anticipa una ripida e divertentissima discesa(si torna circa a 600 m.s.l.m.). Il clima è umido e nebbioso ma fortunatamente ha smesso di piovere.

L’arrivo in località San Tomaso è una vera e propria festa! Ad aspettarci c’è un allegro e chiassoso gruppo di personaggi strambi agghindati con parrucche, vestocci e campanacci, che con un baccano assordante acclamano e sostengono noi corridori regalandoci un sorriso che serve per affrontare la crudele quarta parte di gara!

E’ il secondo cancello orario e del tutto sorpreso mi accorgo di avere un vantaggio in termini di tempo molto ampio. Mi concedo così un minuto di riposo presso il ristoro e recupero le forze per l’ultimo tratto.

E’ il 17mo Km e manca l’ultimo strappo della giornata. Le gambe sono stanche e dure e noto con dispiacere che molti corridori vengono colpiti da improvvisi e dolorosi crampi. Rallento un po’ condizionato da ciò che vedo e stringo i denti senza perdere la concentrazione. A tratti riesco ancora a corricchiare ma per lo più accenno dei passi più veloci a vere e proprie camminate. Una nuova comitiva di “tifosi pazzoidi” mi regala un sorriso e un’iniezione di energia;  Da qui la quinta e ultima parte di gara è oramai raggiunta.

Questo significa che il traguardo è vicino! Lungo il sentiero si riesce a intravedere dall’alto anche il paese sottostante e l’arrivo addobbato a festa pronto ad accogliermi! Ma è adesso che la concentrazione deve essere al massimo; lungo questo sentiero che mi riporta a Valmadrera si perdono addirittura 600mt di dislivello in poco meno di 3 km, ovvero un tratto molto ripido e con le gambe rigide come sono, non c’è affatto da sottovalutare il terreno insidioso.

Ecco finalmente il lago! Ed ecco finalmente il traguardo!

Fermo il cronometro, sollevo il polso e sorpresa!! 3 ore e 41 minuti! Mi sono migliorato di 25 minuti!

Ma questo tipo di corsa è tutt’altro! Non è una gara a tempo per me, ma una corsa in mezzo al verde e ai miei amati monti. E’ sentirsi liberi e divertirsi “mangiando” ogni salita con tutta la grinta, la soddisfazione di arrivare in cima e l’infinito divertimento di correre giù veloce lungo i sentieri saltellando tra alberi, rocce e ruscelli.

La D&W è una skyrace molto tecnica e dura, con 2000 mt di dislivello positivo in 23 km, e va vissuta come un’esperienza vera e propria! Non come una semplice corsa. Complimenti agli organizzatori dell’ O.S.A. Valmadrera che hanno creato la corsa in memoria dei loro due ex soci Dario e Willy venuti a mancare. Hanno saputo dar vita a un evento tanto atteso e partecipato! Una quota di iscrizione contenuta, con un ricco pacco gara, un servizio ottimo lungo il percorso e un delizioso pranzo finale con pasta e birra!

Sarà sicuramente nel calendario anche per il 2017 sperando magari di trovare anche un po’ di sole.E’ ufficialmente iniziata la stagione delle skyrace! Alè Alè

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