20 Marzo 2015, Maratona di Roma.

20 Marzo 2016, Maratona di Ferrara.
Seppur cambino gli anni e le città, queste due date hanno un’incredibile legame tra loro.
Se Roma mi ha visto tagliare il traguardo di una maratona per la prima volta, Ferrara ne ha celebrato l’anniversario esattamente un anno dopo. 

Ma non è questo il motivo che mi ha spinto a scegliere Ferrara come teatro della mia sesta maratona, bensì per il valore affettivo verso questa cittadina. Dentro me scorre infatti il sangue ferrarese che caratterizza parte della mia famiglia da generazioni.
Non bastava dunque “solo” la tremarella che cresce ogni qualvolta si avvicina lo start di una maratona; nel cocktail di emozioni e sensazioni già stracolmo, che anticipa gli attimi prima della corsa, va aggiunta anche quell’idea di trovarmi in un luogo quasi sconosciuto, ma che in realtà sento mio dalla testa ai piedi; come se la storia di questa città mi appartenesse dall’infanzia; come se l’avessi vissuta giorno dopo giorno con la sua gente, il suo dialetto, la sua cucina, i suoi monumenti e le sue storie racchiuse dentro le mura di quella che sento la mia seconda casa.
Esattamente come accadde a Roma, anche a Ferraraho potuto godere della compagnia dell’amico Andrea, col quale ho condiviso gioie e fatiche in una corsa fianco a fianco all’insegna dell’amicizia e della passione che ci accomuna.
Un periodo un po’ “magro” di allenamenti per entrambi, ci ha portato a ragionare con molta attenzione su come fosse meglio affrontare la corsa e gestire le nostre energie. 
Eccoci dunque al giorno della maratona. Un doveroso saluto ai nostri top runner Davide e Pietro, invitati a Ferrara come pacers delle 3h30, e in men che non si dica siamo già al cospetto del Castello Estense pronti per il Via !
La nostra esperienza fortunatamente, ci ricorda di non farci prendere dalla foga della folla che ci saluta festosa e dall’euforia dei corridori alla partenza. Basta quello infatti a farti correre più forte del necessario senza che nemmeno te ne accorga!
In molti ci sorpassano, ma oggi non si sgarra! Il passo dovrà essere il più costante possibile! La nostra tattica è quella di tenere alle spalle i pacers delle 4ore fino al 35° km, per poi cercare nei limiti del possibile, di aumentare leggermente la velocità e portare a casa un tempo di tutto rispetto! Sappiamo bene di aver saltato importanti sedute di allenamento negli ultimi giorni, ma perché non tentare?!
Poco ricordo dei primi km se non che in breve tempo iniziò a regnare un rispettoso silenzio. Al 10° stiamo già abbandonando le mura della città per guadagnare lentamente la campagna circostante; qui un bivio del tutto mentale separa me e Andrea. Io adoro perdermi con la testa nella vastità dei campi coltivati che ci circonda; lo trovo utile per potermi distrarre dalla monotonia che inevitabilmente viene a crearsi durante una maratona, e nel contempo posso godermi la completa natura della campagna ferrarese tra i peschi in fiore e i prati verdi che si estendono tra un cascinale e l’altro.
Andreainvece è solito accusare questo tipo di strade;per la sua testa non è di certo la condizione migliore.
Nonostante i “drittoni”, come da subito li ribattezziamo, arriviamo in fretta al 25° km; ma ecco puntuale la noia che assale Andrea e una volta raggiunto l’argine del Po mi accorgo che il mio compagno di squadra da i primi cenni di cedimento! 
Il nostro ritmo cala vertiginosamente e al ristoro del 30° km ci concediamo oltre a un buon bicchiere di Sali minerali, anche una bella scorta di frutta e una barretta energetica. Ma la storia non cambia, Andre ha imbroccato una giornata no e si lascia troppo spesso andare a delle camminate, che però interrompe con grande forza di volontà poco dopo, riprendendo il passo!
Io sento di star benissimo e sono molto felice di essere a questo punto della corsa in tale condizione psico-fisica, ma non posso abbandonare l’altro Marciatore in difficoltà, e nonostante i sui ripetuti ordini di abbandonarlo e proseguire la mia maratona, non desisto dalla mia scelta e lo accompagno passo a passo verso il traguardo!
L’ultimo km, con una determinazione degna di nota, Andrea riprende la corsa quasi come a volersi lasciare alle spalle gli ultimi e sofferti km. Manca poco; l’arrivo è lì dietro l’angolo; lo si percepisce; udiamo la voce dello speaker che celebra gli atleti; tra pochi metri pronuncerà anche i nostri nomi! 
E finalmente ecco il tappeto rosso che ci accoglie tra due ali di folla! Prendo per mano il mio amico e alzo le braccia al cielo! Oggi non si celebra nessun tempo; oggi ha vinto l’amicizia!
Sento di essere estremamente soddisfatto per questo gesto perché, nonostante i mesi spesi per preparare una maratona, alla fine non esiste nessun best time che possa valere più di una corsa al fianco di un amico in giornata no! La maratona di per sé regala già molte emozioni, ma la sensazione di aver accompagnato un amico al traguardo mi ha riempito il cuore di felicità!
Ci saranno molte altre occasioni per abbassare il tempo e se così non sarà poco importa! La vittoria più grande per me sarà sempre quella di tagliare il traguardo e indossare la meritata medaglia.
Alla prossima avventura!
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