Il suono della sveglia tarda ad arrivare e come ormaicapita da un po’ di tempo, prima di una corsa importante, inizio a rigirarmi nel letto con il dubbio di non aver puntato la sveglia.

Ma eccola! Ore 6.00, domenica 28 Febbraio. 
In una camera d’hotel nel centro di Siena mi sveglio con un solo pensiero, “starà piovendo?”

Purtroppo quel suono scrosciante che viene regolato dall’intensità del vento mi conferma ciò che più temo. La corsa di oggi sarà una vera e propria lavata, proprio come le previsioni meteo segnalavano.
Rassegnato e un po’ arrabbiato mi alzo dal letto; comprensibilmente controvoglia mi accorgo di esser molto lento nella vestizione fino a quando, prendendo l’orologio, mi accorgo che il tempo stringe ed è meglio affrettarsi, ma non prima di aver accuratamente sistemato il pettorale 3203 sulla maglia verde dei marciatori!
Munito di ombrello e k-way, esco dall’hotel, salutato da una luce ancora debole, ma che già rischiara una città ancora “comoda” sotto le coperte. Mi ritrovo così praticamente solo, tra i vicoli di questa cittadina stupenda che pare mantenga ancora forte lo spirito medievale che la contraddistingue; Piazza del Campo è deserta e quasi in un rito scaramanticol’ammiro in silenzio e rimando il salutodi qualche ora!
In pochi minuti, accompagnato dal cammino di altri corridori, raggiungo la zona da dove partiranno dei bus-navetta che ci porteranno al punto di partenza previsto.
Le gocce che scorrono lungo le fiancate dell’autobus mettono in secondo piano lo sfondo collinare che da lì a poco sarà la cornice della nostra corsa, non vuole smettere di piovere, ma nessuno ha voglia di tirarsi indietro; c’è chi parla di tempi, chi di salite, chi di dove pensa sarà più o meno dura. Io scelgo il silenzio e così sarà per le prossime 3 ore. 
Oggi si corre per la TERRE DI SIENA ULTRAMARATHON. Per l’esattezza la seconda edizione, ma nell’ascoltare le sensazioni pre-gara delle persone al mio fianco, pare sia già una corsa mitica per la quale conti poter dire almeno una volta “io c’ero!”
L’evento è caratterizzato da 3 diverse distanze , la 50, la 32 e la 18 km, che partono rispettivamente dai comuni di San Gimignano, Colle Val D’Elsa e Monteriggioni, per terminare nella magnifica Piazza del Campo a Siena. Oggi corro da solo lungo il percorso dei 32, ma c’è un altro Marciatore Desio che ha preso parte alla corsa. Claudio è già a San Gimignano e sta per partire per la mitica 50 km!
Io alle 8 scendo dal pullman a Colle Val D’Elsa e resto in attesa del via che avverrànon prima di un’ora e mezza. La cosa un po’ mi preoccupa vista l’aria frizzantina del mattino e con occhio critico penso che l’organizzazione avrebbe potuto gestirediversamente questa fase dell’evento, ma capisco non sia facile. Sono sicuro che con un caldo sole sarebbe stato completamente diverso e sono felicemente sorpreso quando ad un certo punto noto che dal cielo non cade più nemmeno una goccia.
Ci siamo! Alle 9.30 puntuale “la 32” prende il via.
Arrivo da una settimana di scarico totale, per via di una leggera infiammazione al ginocchio sinistro, ma oggi sento di star bene.
Con un passo nemmeno tanto sostenuto, mi ritrovo ben presto a superare numerosi corridori, forse molto più cauti di me nel voler guadagnare sin da subito un buon ritmo.
Una prima lieve salita spezzata da un tornante, già mi da il benvenuto in quello che sarà principalmente il tema della corsa: numerose salite più o meno dure, intervallate da tratti in discesa dove potersi riprendere. Sicuramente la monotonia lascerà spazio al divertimento!
La velocità aumenta, ma riesco nonostante ciò, a tenere la testa sollevata, per ammirare il panorama circostante e godermi le bellezze della provincia senese. L’asfalto è ormai alle spalle e ora si corre su strade bianche di terra battuta che si intrecciano in più occasioni alla via Francigena, in un paesaggio che aiuta la mente ad alleggerire il peso della fatica e della monotonia.
Ad un tratto, qualcosa che svetta su di un verde promontorio ordinatamente coltivato, mi rapisce completamente lo sguardo. Monteriggioni. 
La salita che porta all’ingresso delle sue mura è delle più ardue, ma non mi fermo e proseguo la mia corsa. Mancano “solo” gli ultimi 18 km.
La discesa che saluta e lascia alle spalle questo stupendo borgo medievale però mi lancia un messaggio per nulla rassicurante, come uno spillo avverto un fastidio al ginocchio! Non il sinistro che mi preoccupava da giorni, ma bensì il destro…
Rallento notevolmente il passo, ma il dolore lo percepisco oramai con delle fitte che a intervalli regolari non mi abbandoneranno più fino al traguardo. Riesco comunque a proseguire ma c’è ancora molta strada e soprattutto ci sono ancora molte salite, che aimè, sono costretto ad affrontarle al passo.
Siena è faticosamente raggiunta!L’ingresso in città peròmi apre il cuore alle emozioni e dona alle gambe le ultime energie necessarie a tagliare il traguardo tanto sofferto.
La commozione è ovviamente scontata e un misto di gioia e stupore mi assale vedendo l’arrivo in quella magnifica piazza che 3 ore prima avevo salutato con timore, rispetto e determinazione.
Dopo nemmeno un’ora noto con somma gioia che Claudio ha chiuso la sua 50 con un tempo di tutto rispetto e assieme ce ne torniamo a Desio con una medaglia in più al collo e un’esperienza in più nei nostri cuori.
La Terre Di Siena Ultramarathon presto si tramuterà indubbiamente in una di quelle corse dove poter dire “io c’ero” .
Arrivederci al 2016 con un conto in sospeso… ripercorrere quelle terre accarezzati da un caldo sole primaverile!
 
 
 
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