Il tempo corre inesorabile e passa in fretta senza aspettare niente e nessuno, e noi podisti, per una “matta” scelta di vita, abbiamo deciso di accompagnarlo o addirittura sfidarlo in questa corsa.
Da quella Domenica di Marzo di quest’anno, precisamente 22 Marzo 2015, ad oggi, ne è passato molto di tempo . Quel giorno completavo la mia prima maratona in assoluto in occasione della 21° Maratona di Roma. Certo sapevo già che questo è quello che avrei continuato a fare per il resto dei miei giorni, fisico permettendo, ma addirittura pensare di completare altre 3 maratone in questo stesso anno, nemmeno lo immaginavo!
La quarta dell’anno cade oggi, 13 Dicembre, in quel di Reggio Emilia. Va ammesso che non si tratta di qualcosa programmato mesi prima, come invece si dovrebbe aver cura di fare quando si decide di partecipare a una maratona, ma bensì è frutto di una decisione presa a caldo dopo la deludente seppur utile esperienza di Verona.
Per i più curiosi l’articolo pubblicato qualche settimana fa, in cui si parla di una “maratona sbagliata” renderà più chiaro il perché della mia scelta!
Senza scordare ciò che la corsa mi trasmette e senza dimenticare il primo obbiettivo di giornata, ovvero quello di divertirmi e godermela, oggi non ci sono scuse, devo tornare quanto meno sotto le quattro ore!
Verona, seppur provante e deludente, è stato un notevole allenamento lungo lento, e le settimane successive, mosso sicuramente dalla voglia di rifarmi, sono state sfruttate al massimo per ottimizzare l’allenamento necessario e tornare a ritmi a me più congeniali.
L’arrivo a Reggio è a dir poco inquietante. Le prime ore del mattino in questo periodo dell’anno di sicuro invoglierebbero chiunque ad un caldo letargo domenicale sotto le avvolgenti coperte dei nostri letti, ma non per un podista, non per Alessandro, Cesare, Claudio ed il sottoscritto. Oggi tocca a noi portare a Reggio Emilia il “verde” dei Marciatori Desio. E’ ancora buio quando partiamo da Desio alle 5:30, e lo è ancora quando due ore dopo arriviamo alle porte della cittadina emiliana accolti dalla tipica nebbia della pianura padana, quasi come fossimo in una città fantasma.
Scesi dall’auto non possiamo fare a meno di confermare il timore che sarà anche una giornata fredda e senza sole. Le prime luci del giorno sembrano darci questa impressione e incamminandoci verso la palestra comunale per il ritiro pettorali, discutiamo meticolosamente su cosa indossare per affrontare il gelo, senza però rischiare di coprirsi troppo. La palestra adibita a zona expo e “spogliatoio” è calda e ben organizzata! Oramai ci siamo, procedo con la solita e maniacale precisione nell’apporre il pettorale numero 1796 sulla maglia verde dei Marciatori, è un rito che adoro e mi proietta automaticamente alla partenza.
Oggi c’è anche Pietro (Marciatore Desio). Sarà pacemaker delle 3h45’! Entro in griglia di partenza assieme ad Alex, Cesare e Claudio che oggi correranno per tempi ben più bassi dei miei! Un saluto e un in bocca al lupo e cerco i palloncini dei pacer che mi accompagneranno per le prossime ore!
La frizzante partenza dal centro di Reggio è accompagnata dalla carica suonata da un gruppo di bersaglieri, e dalla folta folla che ci saluta festosa! I primi km si snodano per le vie della città e al terzo ripassiamo dal “via” quasi come fossimo pedine del monopoli; ma ben presto eccoci lasciare il centro abitato e “perderci” in un lungo serpentone tra le coline emiliane.
Campi coltivati, casolari e cascine fanno da cornice a questa corsa e mi trovo a tratti a pensare di correre una trail più che una maratona. E’ un vero spettacolo! La condizione psicologica non può far altro che giovarne e riesco a correre spensierato per molti km, fino a quando riesco a congiungermi al gruppetto guidato da Pietro. Al decimo km un bisognino impellente mi obbliga ad una sosta, ma aumentando il passo mi riaccodo al gruppo e senza nemmeno rendermene conto sono al giro di boa! Alla mezza il passo è buono e le gambe stanno bene, ma ecco che misteriosamente una fitta improvvisa mi colpisce allo stomaco. Mi devo fermare qualche secondo e camminare per qualche decina di metri; speranzoso riprendo una leggera corsetta e intanto vedo in lontananza il “mio” gruppetto che si allontana sempre più, ma devo prendere coscienza della cosa e fermandomi cerco di capire quale sia la cosa migliore da fare! Arrivo da una maratona, quella di Verona, dove mi sono ripromesso di rispettare di più il mio corpo. Non sarebbe di certo una cosa disonorevole accettare la sconfitta e ritirarsi, bensì sarebbe invece una scelta sensata e coraggiosa.
Dopo qualche passo tutto svanisce inspiegabilmente e leggermente spiazzato riprendo a correre, ovviamente non al passo di prima, ma comunque utile a farmi superare parecchi corridori e a darmi una buonissima iniezione di fiducia.
Arrivo al trentesimo km e tutto sembra tornato tranquillo, il ristoro che mi si presenta è gestito da una squadra podistica di Correggio, località che ha dato i natali a Ligabue, uno dei miei cantanti preferiti, e inevitabilmente la sua musica ci saluta al nostro passaggio. Dopo pochi metri uno strano personaggio, agghindato in maniera del tutto originale, con un pellicciotto bianco e dei pantaloni corti, offre a noi maratoneti un bicchiere di lambrusco quasi come per brindare alla corsa! Molti, quasi tutti, lo evitano(saggiamente), ma non io, che per distrarmi un po’ dalla monotonia della corsa e per regalarmi una risata, fingo una sorsata e gli restituisco il bicchiere … era proprio vino! (e se avessi scoperto un nuovo tipo di “doping” ?!)
Proseguo con quel gusto fruttato tra le labbra e in men che non si dica ecco di nuovo la città! Il cartello che segna il km a bordo strada mi avverte di aver raggiunto il km 40! L’ultimo ristoro più che un “banchetto” dove recuperare le energie fisiche con Sali minerali, acqua, integratori o cibo è invece una “festa” in gran stile organizzata da un gruppo di ragazzi che hanno come unico intento quello di regalaci energie mentali utilissime per affrontare gli ultimi, seppur pochi, ma faticosissimi chilometri. Come infatti accade nemmeno mi preoccupo di sorseggiare acqua o altro e passo via diretto con il sorriso stampato sul volto e la consapevolezza di essere ormai prossimo al traguardo. Il passo aumenta improvvisamente, e un po’ stupito mi domando in quale angolo del corpo fossero nascoste queste ultime energie, ma poco importa quando taglio il traguardo e noto con estremo piacere di essere “tornato” sotto le 4ore. La gioia è come al solito indescrivibile e la stanchezza nemmeno la si percepisce in quel bellissimo e personale momento in cui abbassi il capo e ti calano al collo la meritata medaglia dei finisher !
Metto così in archivio anche questa incredibile esperienza e chiudo l’anno con la massima soddisfazione di poter dire, seppur con tempi che chiunque potrebbe segnare, di essere diventato nel mio piccolo un maratoneta a tutti gli effetti, e chissà?! Magari un giorno potrò provare a raggiungere il traguardo in meno tempo rispetto ad ora, ma senza mai perder di vista il primo vero obbiettivo: correre con passione e divertimento!
Termina così un anno intenso ma stupendo, fatto di sacrifici, fatiche e tante soddisfazioni. L’anno della mia prima Maratona. Un anno ricco di corse bellissime e di vere e proprie esperienze da conservare e condividere!
Il mio primo anno da Marciatore Desio!
Ciao 2015!

P.S. Ovviamente i 4 Marciatori hanno salutato Reggio Emilia solo dopo una meritata abbuffata in una trattoria del posto gustandosi le prelibatezze che offre la cucina emiliana, portando alto così l’ormai sempre più appropriato soprannome di Mangiatori Desio !

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