In un’allegra serata in pizzeria per i classici auguri di Natale, il “FUMETTO” Fabio, reduce dallo sfortunato finale della maratona di Reggio Emilia, ci informa che quest’anno nel contesto della rinomata corsa podistica “Montefortiana” a Monteforte d’Alpone (VR), ci sarà anche una EcoMaratona agonistica con percorso nel mezzo della natura con un dislivello totale di 1500 mt+.

 Al sentire la notizia da subito al Keniano Bianco (Trasente Michele) gli si rizzano le antenne. Non impiega molto a trovare un suo possibile compagno d’avventura nella mia persona. Insiste anche con gli altri presenti ma visto il periodo della corsa 22Gennaio tutti arricciano il naso e gli danno picche. Si tenta di convincere il “Coach” (Somaschini Giampiero) e VikyJet ((Maino Anna) a seguirci per partecipare almeno alla mezza Maratona anch’essa competitiva su percorso un poco collinare, ma tutta su asfalto. Anche questo tentativo fallisce …I ragazzi in questo periodo si dichiarano in “LETARGO” da pettorale. Siamo all’inizio del nuovo anno e si fa la conta … Il Maury (Somaschini Maurizio) con il freddo non va, servirebbe una lampada “UV” a batterie da mettergli sopra la testa per dargli l’effetto SOLE CALDO. Il Cesarone (Conti Cesare) si è dato al Duathlon, di Sabato sgamba sulle colline della sua Brianza e la Domenica si mette ai piedi gli sci sulle montagne lombarde. Valico (Valcarenghi Fabio) giustamente ha nella testa e nel cuore la “STRADESIO”, unico allenamento sono i chilometri (TANTI) percorsi con una bicicletta (LA VECCHIA GRAZIELLA) sottomisura per le sue gambe per segnare il percorso della corsa, il tutto sia di giorno che di notte. La new-entry Antilope (Villa Davide) cade vittima del freddo e della sua velocità che gli ha “mazzolato” la schiena (si parla di sciatica) disteso “MORTO” a letto e in piedi a quattro zampe solo con l’aiuto delle stampelle. Malridotta pure “L’AMAZZONE” (Ghilardi Sara) che si porta appresso dall’estate un fastidioso problema muscolare alla gamba ora spostatosi all’anca. La ragazza testarda non vuole fermarsi e continuando a correre oltre che a soffrire, peggiora la sua situazione. Ma la capisco sono fatto anche io cosi, neanche un palo della luce in ferro mi ha FERMATO !!!. Il “Coach” si sente un po’ appagato dell’obbiettivo raggiunto in Maratona e come suo solito maschera la sua ancora ottimale condizione. Ha la velocità nelle gambe, ma non la testa per gareggiare e soffrire. Vikyjet come suo solito VOLA e da più di tre mesi che non indossa un pettorale. Allenandomi con lei conosco la sua straordinaria condizione. È sempre in movimento, alternando giornalmente la corsa al nuoto; si parla di ottanta/centoventi vasche a botta (Lei dice che rilassa e rigenera). Dopo tanto pensare riesco a trovagli l’abito invernale su misura anche per lei. 29 Gennaio Mezza Maratona di S. Gaudenzio a Novara in compagnia dei suoi “PRODI” (non il politico) scudieri: Giampy e il sottoscritto e all’ultimo istante si aggiunge, sapendo del “RISCHIO DIVORZIO” in agguato anche il Keniano Bianco. E vai … daremo modo alla ragazza di sfogarsi. Mike come suo solito prima degli appuntamenti importanti che lo aspettano si ritira nella sua oasi di montagna in compagnia del PROFESSOR CONCONI. La mattina all’alba corre in compagnia di Stambecchi e Camosci, poi fa trekking con la famiglia e poi EMOTRASFUSIONI nello studio dell’amico luminare professore. Io soliti allenamenti settimanali in compagnia di Viky e come dice lei degli amici “pinguini” a -5 di temperatura, con lei non si corre …SI VOLA !!!. Torno in riga all’argomento di partenza, l’EcoMaratona denominata “CLIVUS” cui Mike ed io abbiamo partecipato. La Domenica mattina sveglia di buona ora, alle cinque passo a prendere Mike, in Brianza dopo il gelo dei giorni scorsi la temperatura è risalita, non fa tanto freddo. Viaggio tutto ok, fino all’altezza di Verona dove da qui in avanti “MANGIAMO” nebbia bella spessa ricca di umidità. Mike non conosce questa manifestazione, ma già al casello autostradale vista l’ora e visto il numero di macchine, comincia a rendersi conto dell’importanza dell’evento. Riusciamo a saltare i varchi d’ingresso al paese e parcheggiare vicino al ritrovo di partenza. Sono le sette del mattino è ancora buio, ma ci sono già parecchi podisti in giro. Ritiriamo il pettorale, la partenza della nostra gara è prevista per le otto. Ci rifugiamo al caldo di uno dei tanti bar per l’occasioni già aperti. Qui fa molto freddo, sicuramente la temperatura è sotto lo zero e le strade sono scivolose. Coda per il caffè, coda per i bisogni fisiologici; mi invento uno spogliarello davanti a tanta gente seduta ai tavoli per la colazione. Giù i pantaloni e vai per un abbigliamento consono al freddo che fa fuori. Maniche lunghe con maglia bianco-verde sopra e guanti di foca, ci portiamo in orario dietro la linea di partenza. Come suo solito, il buon Mike conosce tutti e cerca la socializzazione con quei pochi che ancora non sono nel suo album delle amicizie. Un colpo di cannone ci dà il VIA … DIMENTICAVO, l’Oracolo Bianco prima della partenza ha tentato di offrirmi dei prodotti “ENERVIT” presumo integratori, acquistati in saldo, in fase di scadenza, offerti pure anche ai suoi avversari il tutto per annientare prima ancora di correre, la concorrenza. Conoscendo il personaggio e causa allergia a questi prodotti ho rifiutato il suo presunto aiuto. Pronti VIA e … subito dopo duecento metri, svolta a sinistra e già ci si ritrova davanti ad una salita a “MURO”, mi sorpassano in tanti, sto patendo il freddo, dopo la salita la discesa che mi costringe a cercare i lati esterni della strada per poter fare presa sulla ghiaietta con le scarpe, in quanto al centro della strada si scivola causa ghiaccio. Questo problema ci accompagna per tutta la prima ora di corsa, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi. Mike in questi primi chilometri è al mio fianco, ringrazia Fabio per aver pubblicizzato questa corsa e si arrabbia con il Coach per non essere qui a farci compagnia. Il ragazzo è rimasto meravigliato prima della partenza per il numero impressionante di persone presenti a questa manifestazione. Si parla, ma li puoi vedere circa 10.000 persone e il bello deve ancora venire. Cominciano le salite vere su strade e viottoli sterrati che risalgono le vigne. Tutto intorno è bianco causa la brina, il percorso ogni tanto incrocia quello dei 28 Km della tapasciata, ma poi noi deviamo subito per i campi. Al ristoro del quinto chilometro voltandomi mi accorgo che Mike non c’è. Tiro avanti perché fermarsi vuol dire patire freddo, riesco sulle salite ad improvvisarmi anche fotografo avendola appresso con me nel marsupio in buona compagnia del “BIGINO”” per avere un’idea del percorso. Il tutto mi sarà utile per gestire le forze. Dopo un’ora di corsa e già parecchie salite affrontate, non riesco a scaldarmi e corro molto contratto. Faccio un po’ l’elastico con alcuni atleti che tengono il mio stesso passo. Guadagno su di loro in salita per poi farmi recuperare e addirittura sorpassare nelle discese. Arrivo al ristoro del decimo chilometro e visto la sua presenza mi carico di frutta secca e coca-cola. Riprendo a correre e qui la strada di nuovo sale e inizia la salita al colle più alto sempre tra vigne e ulivi. La giornata è splendida, c’è il sole ma non sento il suo tepore anzi verso la cima sbuca dal nulla un forte vento trasversale molto gelido che ti taglia la faccia. Come già in passato in queste corse di montagna a metà percorso vado in crisi, la testa deve spingere le gambe che fanno fatica ad andare. Tengo duro finché scollino dove inizia una ripida discesa di cemento in cui mi tocca tenere frenata la corsa poiché un po’ pericolosa per le mie caviglie. La discesa è lunga e come il solito mi recuperano e sorpassano gli stessi che avevo superato in salita. Arrivo al ristoro del venticinquesimo chilometro dove ci sono due ragazzi dell’organizzazione vestiti di maschera carnevalizia. Sono in crisi di energie, cosi decido di fermarmi e alimentarmi: frutta secca, biscotti e coca- cola. Riprendo a correre ma il sentiero riprende a salire in modo pauroso; si è costretti a camminare, tanto la salita è ripida. Colgo l’occasione per fare qualche foto e sbirciare il “BIGINO” che mi dice che anche questa salita è molto lunga. Probabilmente quello che ho mangiato comincia ad andare in circolo e sembra che le gambe ora vanno da sole. In alcuni tratti il sentiero tra le vigne è occupato dai rami stessi della vigna appena potati, si è costretti ad alzare molto le gambe per non inciampare o tirarseli dietro. Incrocio per l’ennesima volta molti concorrenti del percorso dei ventotto chilometri, noto parecchie compagnie di giovani. Tra una salita e l’altra arrivo al ristoro del trentacinquesimo chilometro dove trovo due atleti dei mitici “Runners Bergamo” che mi dicono essere al lumicino con le forze. In questo caso mi disseto e sparo via in quanto le gambe hanno preso a girare e lo capisco dal fatto che sto recuperando parecchi concorrenti anche in discesa. Ora si lascia il sentiero e si ritrova dopo tanto l’asfalto, riconosco queste zone avendole già percorse in passato con la tapasciata, siamo nella periferia della ridente cittadina di Soave, famosa per l’ottimo vino bianco che si produce da queste parti. Incrocio un ristoro della tapasciata gestito dagli Alpini dove stanno cucinando dall’alba in un’enorme pentola del risotto da offrire ai partecipanti. C’è una marea di gente, a fatica zigzagando in mezzo a loro ritrovo la “RETTA” via, loro lato sinistro della strada io a destra. Si attraversa il centro della città, mai visto tanta gente, si costeggia l’antico castello; conoscendo questo tratto di percorso, penso che sia quasi finita, si costeggia l’autostrada, si passa davanti alle cantine sociali e s’imbocca in lungo rettilineo finale in Monteforte che porta all’arrivo davanti alla chiesa. Purtroppo non è così …SORPRESA !!! noi della quarantadue chilometri veniamo deviati a sinistra ritrovandoci davanti un “MURO”. Dentro di me parte un insulto agli organizzatori …e non solo io, anche Mike più tardi mi dirà la stessa cosa. Impossibile correre sul primo tratto, ma appena la salita si addolcisce riprendo pian piano a correre. Il sentiero sale, mi stupisco di me stesso che riesco a correre ancora con facilità, a differenza di molti altri concorrenti che in quest’ultimo tratto supero in quanto esausti. Ora discesa e poi ancora salita tra i sassi di un bosco. Scorgo in lontananza il campanile della chiesa di Monteforte, ora posso dire con certezza che è fatta. Ritorno sull’asfalto dove incrocio ancora i concorrenti della tapasciata. Sono tanti, tanti, tanti, tengo la destra e li sorpasso, tra loro riconosco maglie di società della Brianza e alcuni di loro riconoscendo la mia divisa bianco-verde m’incitano. ULTIMO CHILOMETRO in discesa, immagino sia mezzogiorno e devo stare ancora attento ai passaggi all’ombra poiché la strada è ancora ghiacciata. Ho ancora spinta nelle gambe e il vedere il gonfiabile che indica l’Arrivo, mi spinge a gettare tutte le mie forze in una volata per superare anche l’ennesimo concorrente. E BRAVO DUZZA !!, taglio il traguardo finale senza neanche sapere il tempo finale. Guardo il mio orologio e segna mezzogiorno e cinque minuti, questo significa che ho impiegato circa quattro ore e qualche minuto, visto l’impegnativo percorso, sono contento anche perché visto quanto andavo nel finale se c’era ancora qualche chilometro da percorrere non avrei avuto problemi. Dopo la linea del traguardo mi fanno i complimenti in molti, grazie anche al nome “MARCIATORI DESIO”. Trovo l’amico Mario che non vedo da parecchio tempo, che da organizzatore m’invita alla sua corsa a Chatillon nel mese di Luglio. Incrocio anche il mitico Mario Ardemagni ex Campione del Mondo della 100 Km, oggi solo spettatore che mi chiede informazioni sul percorso, appena fatto e ciliegina sula torta trovo anche “IL VECCHIO” si fa per dire Antonio Dell’Oca degli amici dello Sport di Briosco artefice di un numero stratosferico di maratone disputate che anch’esso si congratula con me e si complimenta con il Gruppo per l’ottima organizzazione trovata in occasione della recente “STRADESIO”. Passa il tempo ma purtroppo non vedendo l’arrivo di Mike e il sopraggiungere del freddo addosso, decido di andare a recuperare la borsa con gli indumenti e buttarmi sotto la doccia, si spera … CALDA. Non smetterò mai di dirlo, ma è sempre tantissima la gente presente, nel pomeriggio c’è anche in programma una gara sui diecimila metri con circuito in paese, ai nastri di partenza molti “TOP RUNNERS” di colore. Grande manifestazione uguale grande organizzazione uguale docce calde. Comincio a preoccuparmi nel non vedere arrivare il Keniano Bianco verso il traguardo. Mi rivesto velocemente e visto che la sua borsa è ancora al deposito m’incammino verso il traguardo. Strada facendo l’incrocio che arriva dal “MEGA” ristoro finale. È andato a rifocillarsi perché nell’ultima parte di gara si è ritrovato senza gambe, causa il freddo e mancanza di energie da spendere. Comunque è contentissimo del percorso di gara e lo giudica molto impegnativo per le tante salite presenti. Lo accompagno alle docce, ed entrambi al momento non conosciamo né tempo impiegato né come siamo classificati. La curiosità di Mike è tanta, di conseguenza appena ultimato anch’esso la doccia, andiamo alla ricerca della classifica. Rimango meravigliato della mia posizione, poiché inizialmente vedevo davanti a me, più di un centinaio di atleti e anche se nel finale ne ho superati molti, non pensavo di arrivare cos’ davanti. Io 4h00’37” 38esimo posto, Mike 4h24’45” 94esimo posto, entrambi soddisfatti anche perché nelle prime posizioni ci sono parecchi atleti che fanno parte della Nazionale Italiana di Ultra e di corse in montagna.  Recuperiamo il “PACCO GARA” che vista la cifra irrisoria d’iscrizione in venti euro, è ricco e abbondante di generi alimentari tradizionali del posto, in particolar modo vino bianco, prima di riprendere il cammino verso casa ci facciamo una porzione di ottimi ravioli e birra a volontà, il tutto offerti dall’organizzazione. Come il solito Mike rimpiange il fatto, di non poter essere stati in tanti di noi presenti a questa manifestazione e l’augurio va ad una prossima si spera vicina occasione come dice lui … con arrivo mano nella mano. Buona corsa a tutti e grazie a Fabio per la sua pazienza da Web-Master.

 

 

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