A chi mi chiede consiglio a quale maratona partecipare in finale di anno … senza titubanze rispondo: Reggio Emilia. Per questo ho preso tempo e vista la cifra d’iscrizione abbordabile rispetto ad altre simili manifestazioni mi sono iscritto già alla fine di Agosto … costo 25€. Mi fanno compagnia Giampy, Fabio e il “Bunasciun” Cesare.  Provo a convincere gli altri della squadriglia, Mauri e Mike, ma da entrambi ricevo risposta negativa, perché il primo sostiene che di questi tempi è stanco per il lavoro e con il freddo non va, il secondo perché ha impegni oratoriani con i suoi bagaj.. (Deve fare l’oracolo che gli riesce bene nel presepio vivente del suo paese). Non ho ambizioni né di tempi, tantomeno di classifica, partecipo a questa corsa perché mi piace il suo percorso ondulato, che con il “Custoza” e la “ColleMarathon” sono le maratone che più si adattano alle mie caratteristiche di corsa e anche per il loro suggestivo paesaggio in cui si corrono. Non dovrei avere problemi nel finirla perché sono da poco reduce dalla UltraK di quarantasei chilometri a Salsomaggiore Terme conclusa senza fatica: unico problema il freddo di quella mattina che ho sofferto per tutta la gara colgo l’occasione per tornare a complimentarmi “KENIANO BIANCO” per la superlativa prestazione. Veniamo ai miei compagni di avventura … Giampy e Fabio sono da tre mesi che preparano questa corsa a suon di allenamenti specifici e a mio avviso anche di fatica mentale nel farli in questi ultimi tempi ho rinunciato la Domenica ad allenarmi con loro perché l’ultima volta dopo aver corso ventotto chilometri in loro compagnia a “TUTTA BIRRA” a Monza ho alzato bandiera bianca e dopo averli benevolmente insultati ho messo la freccia a destra e in solitaria tramite la ciclabile del viale Zara mi sono diretto a Seregno da “SCOPPIATO”. Risultato sette chilometri di calvario intervallando la corsa al camminare. “MAI PIU” mi sono detto. Ma non è finita perché poi mi sono “SCOTTATO” un’altra volta andando in settimana ad allenarmi con VIKY … PEGGIO CHE ANDAR DI NOTTE !!! La ragazza ripresasi dal dolore al piede ha ripreso come suo solito a “MENARE” senza distinzione tra pianura e collina. Sempre al suo fianco e al suo passo molte volte implorando ad andare più piano. Un giorno mi sono detto: NON CORRO … VOLO !!!. Invece il buon Cesarone ha continuato ad allenarsi sulle strade di casa sua visto anche la fortuna di poter abitare nel cuore della Brianza, ma a quanto pare sempre su stretta sorveglianza telefonica da parte di Giampy e Fabio, prodighi consiglieri. Si tenta fino all’ultimo di convincere anche “L’ANTILOPE” a partecipare visto quanto “RUZZA” in allenamento, ma poi a causa di un’influenza di stagione scatta la sua definitiva rinuncia. Il Sabato prima della gara “BOZZO” telefonicamente con Viky la quale s’inventa l’idea di venire per seguirci in bicicletta. Conoscendo il percorso e visto le strade strette e il regolamento di alcune maratone che lo vietano, la invito a rinunciare con qualche bonaria maledizione da parte sua nei miei confronti. La Domenica mattina li tiro giù dal letto molto presto, prendo tempo poiché in questi giorni le giornate sono serene e visto la zona dove siamo diretti pericolo nebbia è in agguato. Recupero i ragazzi un po’ assonnati, guido io cosi da dare a loro modo di “PROVARE” a proseguire il loro sonno in macchina. Fortunatamente il viaggio non comporta problemi e come programmato alle 07:30, siamo a destinazione. È già chiaro, è una bella giornata e il sole gioca a nascondino con qualche nuvola. Visto il periodo, non fa freddo e i ragazzi sono titubanti sull’abbigliamento da indossare in corsa. Dentro il palazzetto, molti volti noti e siamo anche in tanti, si vocifera tremilacinquecento iscritti. Caffè, bisogni fisiologici, vestizione al caldo e sorpresa … il nuovo look del “COACH” con MAGLIA MANICHE CORTE MODELLO RUGBYSTA ANNI ’70 STILE “PETRARCA PADOVA”.ci dividiamo nelle scelte, io e Giampy e vai .. di manica corta, Fabio e Cesare si coprono optando per le maniche lunghe però il tutto con colori sociali bianco/verde sopra. Foto di rito coinvolgendo anche chi sta attorno, sgambata pre-gara e come i cani in cerca di un giardinetto dove fare pipì. Nel frattempo il “Coach” va in estasi in quanto ha dimenticato la sua tabellina di marcia (BIGINO) preparato con tanto amore dentro la borsa custodita nel palazzetto. Co apparente calma recuperiamo il suo “TOM TOM” di marcia. Do la carica a Cesare che è di poche parole, lui sa già la propria tattica da usare in corsa perché glie la già inculcata nella testa il “COACH”. Dentro le gabbie di partenza a circa metà gruppo grazie all’ELEFANTINO sulla testa di Fabio si fanno parecchie amicizie e si vendono consigli su come affrontare la gara, soprattutto alle donne che guardandomi intorno vede tante. Giampy correrà in “SOLITARIO” con la sua tattica di gara già stampata nella testa da settimane come la sua borsa degli indumenti già pronta in bellavista la Domenica precedente. Io e Fabio corriamo da “FIDANZATI” a braccetto, il mio compito è di tenerlo ad andatura costante decisa di comune accordo: 4’45” al chilometro. PRONTI … VIA si parte. Prendiamo la sinistra del gruppo e cerchiamo di risalire le fila con andatura tranquilla. Cesare si attacca subito ai pacemaker, palloncini azzurri delle 3h30’ finali. Giampy schizza avanti, Fabio tenta di seguirlo ma quando lo raggiungo al secondo chilometro gli ”BASTONO” già le orecchie invitandolo a rallentare. Dopo un giro in città ci si dirige verso la periferia e poi la campagna. Fabio accusa un po’ di caldo causa manica lunga; percorriamo i primi cinque chilometri alla media di 4’30” al chilometro, un po’ veloci a mio dire, per conto Fabio sta bene e addirittura mi dice che stiamo andando adagio. Lo capisco visto il passo tenuto nei suoi recenti allenamenti !!! Siamo in tanti e visto anche le strade strette io e Fabio sempre affiancati stiamo al centro della strada a menare, al momento senza difficoltà al ritmo di 4’30”- 4’35” al chilometro. Dietro di noi si è formato un gruppetto di venti atleti che saputo del nostro obiettivo finale ne approfittano stando al rimorchio. Ai ristori, un problema per Fabio che con l’acqua nei bicchieri ogni volta ci litiga, riuscendo anziché a bere a farsi la doccia. Contento io che c’è la dissetante Coca-cola e del cioccolato, due leccornie di aiuto al mio correre. Passo dopo passo dopo aver rallentato l’andatura di Fabio in varie occasioni, raggiungiamo la metà corsa e l’orologio segna 1h37’, anche se con un po’ di anticipo … va bene visto ciò che, ci aspetta di lì a poco. Conosco il percorso e sulla salita del venticinquesimo chilometro devo sgridare Fabio che allunga l’andatura poiché fino al trentesimo chilometro la strada leggermente sale. Quelli che ci stavano dietro e che a loro dire questo tratto di strada non era poi cosi impegnativo, allo spugnaggio al ventisettesimo chilometro, voltandomi dietro mi ritrovo il VUOTO!!!! GLI ABBIAMO PERSI !!! Forse il Duzza aveva ragione, la maratona di Reggio Emilia te la devi giocare in questo tratto tra il venticinquesimo e il trentaduesimo chilometro. Causa la pendenza ora la nostra andatura si è stabilizzata alla media prefissata di 4’45” al chilometro. Al trentesimo chilometro ci sorpassa un pulmino bello carico di atleti ritirati. Fabio ora giustamente ai ristori rallenta per alimentarsi, siamo sempre in vantaggio sulla nostra tabella, incrociamo le dita e tiriamo avanti perché ora al trentaduesimo chilometro la strada spiana. Raggiungiamo l’amico Francesco Arone che corre come suo solito a PIEDI NUDI e ci manca poco che grazie alla ferrea amicizia con Fabio che i due si fermino per abbracciarsi. Lo invito a stare con noi e dopo una leggera salita dove l’andatura cala ancora a 5’ al chilometro, raggiungiamo il ristoro dei trentacinque chilometri dove Fabio alla ripartenza dopo essersi rifocillato, accusa il colpo. Non è stanco ma sente in entrambe le gambe, il sopraggiungere dei crampi. Mi tiene informato della sua condizione ed io l’invito a non mollare, rallentando ulteriormente l’andatura. Ora lo vedo correre contratto e ogni tanto quando il dolore si fa forte, urla ed io costantemente sempre al suo fianco lo carico rammentandogli di tutti i sacrifici da lui fatti in precedenza per ottenere il risultato che a cinque chilometri dal traguardo è ampiamente ancora alla sua portata. Al trentottesimo chilometro il ragazzo tiene duro perché supera meglio de previsto la risalita di un sottopasso molto in pendenza. Anche questa è andata !! Mi dico …Al fianco il MITICO Arone che visto la sua esperienza di corsa chiedo consigli sul da farsi in questo momento, riguardo ai crampi di Fabio. Lui risponde con una lunga disertazione filosofica sul sistema di trasmissioni di neuroni al cervello. Secondo la sua teoria Fabio pensa di avere i crampi ma non è cosi … comunque il tutto ci porta al trentanovesimo chilometro sulla ciclopedonale sterrata, da parte mia è un continuo incitamento a Fabio a non mollare, lo vedo sofferente in viso ma anche se il ritmo ora è di 5’10” al chilometro siamo ancora in tempo utile per l’obiettivo finale. In questo tratto di strada l’amico Arone sempre a piedi scalzi corre sull’erba, io l’invito a scendere sulla ghiaietta cosa che lui evita. Vedo in lontananza l’ultimo ristoro e il cartello che segna quaranta chilometri. Ci arriviamo con Fabio sempre più dolorante … non lo vedo stanco, c’è in lui solo sofferenza fisica ed immagino quanto dolore stia subendo. Gli do modo di ristorarsi un poco e lo invito a riprendere a correre, cosa che con enorme sacrificio fa. Penso a Giampy che secondo i miei calcoli sta tagliando il traguardo, penso ai ragazzi e alla loro gioia visto l’amicizia che li lega a Fabio e conoscendo i sacrifici da lui fatti nel caso centrasse l’obiettivo che è ancora alla nostra portata. Ci sorpassano solo ora gli atleti che facevano parte del nostro gruppetto a metà corsa e questo mi da ulteriore conferma che quasi ci siamo … Non lo mollo un attimo, sempre al suo fianco, su questo lungo viale leggermente in discesa. Si vede a occhio come “ VALICO” corre contratto … mi sorpassa l’amica cui ho fatto da “pacemaker” alla sua prima maratona quella del Lago Maggiore da lei conclusa in 3h27’. GRANDE la ragazza a quasi un chilometro dall’arrivo sta viaggiando verso un tempo finale di 3h20’. Vedo il cartello del quarantunesimo chilometro e chi a questo punto pur sapendo della sofferenza che sta subendo Fabio, non direbbe: è FATTA !!!. Superato il cartello, incito Fabio a non mollare, è una maschera di sofferenza, conosco questo finale, siamo in centro  città e ai lati della strada c’è gente che ci incita. Semaforo, svoltiamo a destra vedo in lontananza la chiesa che ricordo una volta raggiunta da lì si intravede il cartello dei quarantadue chilometri. Io avanti di pochi metri a fare da Ariete a Fabio che all’improvviso … lancia un URLO DI DOLORE … Il Garmin di Fabio segna … 41.720 metri percorsi ed il mio cronometro segna 3h19’28” … Mi volto e vedo Fabio bloccato al centro della strada, braccia aperte, mani verso l’alto come segno di arresa, vado verso di lui in quanto da l’impressione di dover cadere in terra da un momento all’altro, ci scappa un abbraccio di “DOLORE”. Capisco che la situazione è grave poiché avendo le transenne a due metri dove appoggiarsi, il ragazzo non riesce nemmeno a spostarsi di un centimetro per raggiungerle. Io vado un po’ nel panico poiché per mia fortuna non avendo mai avuto problemi di crampi nella mia vita da podista, non so cosa fare per portarlo aiutare. E il tempo passa … A fatica aiutandolo, riesco a farlo appoggiare alla transenna dietro alla quale c’è una piazza con mercatino dove c’è gente che ha visto l’accaduto e che rimane anch’essa esterrefatta per quanto ci sta succedendo. Nel frattempo arrivano “FLOTTE” di maratoneti molti dei quali conoscendoci ci incitano  a non mollare. Fabio si riprende un poco e lo convinco a camminare, ci riprova per cento metri sino alla chiesa dove al vedere del cartello dei quarantadue chilometri l’invito a provare a correre. Ci prova … ma parte subito un urlo. Desisto, gli concedo trenta secondi di sosta e poi gli impongo di forza di camminare cosa che a malapena gli riesce di fare, in quanto dobbiamo almeno arrivare al traguardo. L’elefantino che Fabio tiene in testa ora è al centro dell’attenzione della gente che sta dietro le transenne, ci invitano a correre, ma Fabio riesce a malapena a camminare. Mano nella mano stile “GIULIETTA E ROMEO” raggiungiamo il cartello dei quarantadue chilometri. Per l’ennesima volta invito Fabio a correre, purtroppo non ce la fa. Mi tocca trascinarlo per un braccio, a un metro dal traguardo addirittura Fabio si ferma e non vuole più andare avanti. Vedo il “Coach” che ci viene in contro e costringo Fabio con uno spintone a tagliare il traguardo. Con noi senza accorgersene finisce la corsa con il nostro identico tempo 3h28’28”. Il “BUNASCIUN” del Cesare. Fabio è di nuovo bloccato, ora lo sorregge il “Coach” e a detta dei responsabili della linea di arrivo diamo fastidio e dobbiamo spostarci, ma loro non sanno … la cosa non è facile !!!. Di forza trasciniamo via Fabio e vista la mia faccia il “Coach” capisce tutto. Gli do spiegazione di quanto è successo e inizialmente non gioisco neppure del suo SUPERLATIVO risultato. Sono frastornato e continuo a chiedermi dove abbiamo sbagliato e cosa avrei potuto fare io per aiutare Fabio. Lo aiutiamo a raggiungere la zona del ristoro dove il ragazzo si riprende, nella ressa incontriamo Cesarone che ci racconta della sua gara conclusa in 3h28’29”. Mi ripiglio un poco e scappa un abbraccio con il “Coach”, solo ora lo festeggio per la sua “GRANDE” gara, la sua testardaggine lo ha premiato… 3h09’19”. Tirando le somme la giornata è stata positiva, anche Fabio alla fine ha migliorato il proprio personale in maratona di pochi secondi. Ora meritato riposo per tutti, riporto in Brianza i ragazzi e i discorsi sulla strada del ritorno riguardano la “SFIGA” di Fabio e la voglia di ritornare a correre in libertà svincolati da tabelle. Prossimo obbiettivo 15 Aprile Maratona di Milano, chi per “MENARE” e chi in aiuto alle RAGAZZE-JET.

 

 

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