Dovendo ogni volta appoggiarmi al “PAZZIENTOSO” Fabio per trascrivere i miei racconti sul web (che parolone da 2° millennio!) gli avevo promesso un mese di riposo perché dopo la mia avventura alla Como-Valmadrera avevo deciso di prendermi un mese di riposo da “pettorale” sino a metà Novembre. Purtroppo per lui così non è stato, anche se questa volta non me la sono cercata, ma sono stati gli altri a cercarmi e conoscendomi come non avrei potuto dire di no a quest’opportunità che mi è stata data.  Prima delle vacanze estive, ho saputo della ricerca da parte degli organizzatori della 1^ edizione della Maratona del Lago Maggiore datata 16 Ottobre di “PACEMAKER”. In tutto questo volevo coinvolgere anche i “RAGAZZI”, ma causa le vacanze si è arrivati a decidere per la partecipazione con questo compito solo a fine Agosto, purtroppo quando ormai data la nostra disponibilità, gli organizzatori mi hanno dato risposta negativa perché già al completo. Nonostante tutto io mi sono reso disponibile a fare da riserva in caso di rinuncia di qualche candidato. Passato parecchio tempo e non avendo avuto più notizie pensavo oramai che la mia candidatura non fosse stata presa in considerazione e mi ero messo il cuore in pace di non dover partecipare. Il Martedì precedente la corsa sono invece contattato dal responsabile dei “PACEMAKER” di questa manifestazione per ricoprire questo ruolo con il tempo finale di 3h30’. In quest’ultimo periodo avevo un po’ tirato i remi in barca rinunciando anche a seguire i “RAGAZZI” in quel di Mantova dove hanno disputato una straordinaria prova. Nonostante questo mio “RILASSAMENTO” decido per il SI. Correre in aiuto agli altri è la cosa che più mi soddisfa in questo sport e penso che con l’allenamento che ho, non dovrei avere problemi a correre una maratona a 4’59” al chilometro. Parte subito un messaggio al “COACH” per prenotare il suo orologio-cronometro in quanto senza quello al polso non potrei svolgere questo compito. Mi dispiace dover rinunciare a fare compagnia a Fabio, Mike e alle ragazze a Carate, dove avrei voluto fare lo stupendo percorso di trentasei chilometri e salta anche l’allenamento del Giovedì in compagnia della TALENTUOSA “VIKY”. Il giorno seguente alla conferma, il Mercoledì mattina per recuperare la forma esco ad allenarmi in “solitario” facendo in buona parte il giro lungo su e giù per la Brianza che piace tanto ai “Ragazzi”. Solito giro iniziale e poi devio per Cazzano per salire a Capriano per la strada della casa rossa che piace tanto al “Geometra”…… E’ una bella giornata di sole ottima per correre e gustare i magnifici colori della natura, sto bene e così ci picchio dentro delle varianti di percorso con salite. Arrivo a casa dopo 2h40’ di corsa STANCHISSIMO … ma soddisfatto. Decido per il riposo assoluto sino alla Domenica della corsa. Nei giorni seguenti si fa vivo il freddo e la mattina è molto gelida con temperature tra gli otto e dieci gradi. Il Sabato vado in pellegrinaggio dal “Coach” a ritirare l’orologio: lo trovo bello carico, si sta allenando da “tabellario” e ha coinvolto anche il buon “Valico” a seguirlo. Il giorno seguente Giampy e Maury rinunciano a Carate per allenarsi “SUL VELLUTO” da ventotto chilometri in compagnia di Davide “Antilope”, una nostra vecchia conoscenza che mena mica male. (Beata gioventù !!!). Dalle parole del Giampy capisco che nella sua testa gli frulla qualcosa di speciale e per me è come accendermi una “MICCIA” dentro. Lo saluto e decido al momento di pensare a ciò che mi aspetterà domani, al dopo … valuteremo poi. Domenica mattina sveglia all’alba, devo essere al ritrovo di partenza per le ore 07:50. Prendo tempo per evitare traffico e così è che alle 06:50 sono ad Arona sul Lago Maggiore sede di partenza della corsa. E’ ancora buio ma il cielo è libero da nuvole, si prospetta una giornata di sole, anche se al momento la temperatura è di 9°. Ho la fortuna di parcheggiare a ridosso del Lago. E’ uno SPETTACOLO ……. E poiché fuori fa freddo ed è presto dormicchio un poco. Verso le 08:00 avendo la stazione ferroviaria alle spalle, colgo l’occasione per un caffè e bisogni fisiologici. Dopodiché raggiunto la tenda riservata ai “PACEMAKER”, dove conosco i miei due compagni d’avventura: un milanese alla sua prima esperienza e un toscanaccio vecchio del mestiere. Ci identificheremo con palloncini di colore azzurro, per me divisa “MARCIATORI DESIO”, pettorale numero 2200, iscritti circa novecento atleti più cento staffettisti che divideranno in due la Maratona correndo ventuno chilometri ciascuno. E vai Duzza … con palloncini appesi alla canotta, faccio un piccolo riscaldamento e poi in griglia di partenza dove, come succede sempre quando si svolge questo compito, vengo preso di mira da futuri compagni di corsa che mi chiedono informazioni su come imposteremo  la corsa, per chiuderla  in 3h30’ alla media di 4’59” al chilometro. Invito tutti a stare tranquilli e al momento a pensare a correre al proprio passo senza “STRAFARE” e visto il posto dove siamo, di ammirare anche il paesaggio. Ore 09:00 si parte, faccio partire il cronometro che ho al polso. Dal punto di partenza al passaggio sotto l’arco di partenza ufficiale trascorrono venticinque secondi che sono il “GAP” che devo recuperare entro la prima metà di gara. I primi chilometri sono un po’ un problema prendere il ritmo giusto, la strada è un po’ stretta causa le macchine parcheggiate ai lati e sono tanti gli atleti “INCOLLATI” a noi poiché il nostro tempo è il più ambito per chi è alle prime esperienze di maratona. Al mio fianco, il “PACER” milanese che vorrebbe già spingere sull’acceleratore per recuperare i venticinque secondi persi in partenza. Lo tranquillizzo perché vedo che già stiamo correndo a 4’52” al chilometro e a calcoli fatti già al ristoro dei cinque chilometri raggiungiamo l’obbiettivo. Mi volto e vedo alle mie spalle un bel gruppo di circa cinquanta atleti con nel loro mezzo l’altro “PACES” il toscanaccio che viaggia più regolare. Nel frattempo la strada si è allargata e ora è tutta “NOSTRA” la costiera del Lago interamente chiusa al traffico. (Grosso colpo degli organizzatori). Davvero un vero SPETTACOLO !!!! Per i miei occhi. Fabio e Mike aldilà della fatica non possono non ricordarsi del FANTASTICO percorso della Sarnico-Lovere di venticinque chilometri sul Lago d’Iseo. Non lasciatevi ingannare … la strada come allora è tutto tranne che piatta con leggeri saliscendi per fortuna senza gallerie. Addirittura nei cinque chilometri da Meina a Belgirate incontriamo vento forte contrario alla nostra direzione. Qui noi “PACES” davanti a menare per non abbassare il ritmo e con il gruppone sempre dietro al riparo. Ci seguono anche atleti che stanno correndo la staffetta, in particolare donne che riceveranno il cambio a metà gara dai suoi compagni. Incito le donne a non mollare e ogni volta che entriamo nei paesi dove c’è gente, applaudendo io loro li stimolo ad applaudire ed incitare chi mi segue. I ristori non sono regolari ogni cinque chilometri come da regolamento per le maratone, ma giustamente gli organizzatori li pongono nei centri dei paesi che andiamo ad attraversare, perciò vengono un po’ sballati. Va bene così vista la temperatura fresca ancora nessuno si lamenta. Si tira avanti sino a Stresa il mio paese a mio giudizio più bello del lago. Qui si è a metà gara, passiamo con un tempo di 1h44’05” con circa un minuto di vantaggio sulla tabella. C’è anche il cambio della staffetta, il ristoro e tanta gente, anche stranieri che ci incitano. È da “PELLE DI CAPPONE” essere davanti a menare la danza e passare tra due ali di folla con alla mia destra lo SPETTACOLO del lago e alla sinistra i grandi alberghi vecchio stile accessibili ora solo ai “VIP” dove sono stati girati anche dei film.(vedere le auto parcheggiate nei loro parcheggi e poi giudicate voi) E vai Duzza si lascia Stresa e la strada in direzione Baveno ora sale. Mi giro dietro per fare la conta, ho ancora ruota circa trenta atleti e gli suono un po’ la carica a non mollare. Vedo facce ancora “Belle”, al mio fianco ancora il ”PACES” milanese che parla poco perché molto concentrato per via della sua prima esperienza e non vuole “CANNARE”. L’altro il toscano non lo vedo più sicuramente più regolare di conseguenza è più dietro. È metà mattina di conseguenza il sole si fa sentire, si va avanti al passo di 4’50” al chilometro. Mi dicono che in primavera su questa seconda parte di percorso si sia svolta la Mezza Maratona del Lago e chi la fatta mi dice che nel finale, poiché è lo stesso percorso, la strada sale in più occasioni e di conseguenza è giusto avere ora un margine di vantaggio sul previsto, per compensare il probabile calo che si prevede più avanti. Tutto ok. Sino al ristorante del trentaduesimo chilometro, purtroppo qui alla conta mi ritrovo con alle spalle venti atleti. Li incito a non mollare e stare dietro di noi al riparo poiché è comparso di nuovo un po’ di vento. Ora riconosco questo tratto di strada per averlo già percorso in passato con i “RAGAZZI” nella Mezza Maratona del VCO in quel di Gravellona Toce. Io sto bene, ancora non accuso stanchezza, ho rallentato un po’ il passo, ora viaggio a 5’ al chilometro e quei pochi rimasti al seguito sono silenziosi e tocca a me incitarli a non mollare, anche perché siamo due minuti in anticipo sulla tabella. Per quasi tutti loro il traguardo è finire la corsa sotto le 3h30’ e in questo momento salvo cedimenti l’obiettivo è vicino. Arriviamo al ristoro posto al trentaseiesimo chilometro e il paces “MILANESE” che mi è stato molto di aiuto sempre al mio fianco, mi avvisa della sua stanchezza e decide di rallentare. Invito chi mi segue di ristorarsi di zuccheri e possibilmente non fermarsi. Anch’io mangio frutta e subito dopo rallento per dare modo agli altri di raggiungermi e ricompattarsi. A questo punto sono in pochi quelli che hanno forze per seguire la mia andatura ed io visto il compito che sto svolgendo, non posso aspettare più di tanto e proseguo la mia corsa. Io davanti a tirare e al seguito sono rimasti tre uomini e tre donne. Sono sempre io che stimolo quel poco pubblico che c’è sul percorso a incitare chi mi segue in particolare le donne. Vedo in lontananza che davanti a me la strada sale. Siamo al trentasettesimo chilometro e inizia la salita ad andatura regolare, mi volto e mi ritrovo seguito solo da due donne. E vai Duzza, mi viene da pensare a qualcosa “GIA’ VISTO” con Viky e Sara a Cantù. Parlo con loro chiedendogli i nomi; Elena è alla prima maratona e a mio avviso sta menando ancora bene, l’altra invece Romina è in corsa per migliorare il suo personale e vuole finire sotto le 3h30’ e non ci crede al mio dire che avanti di questo passo ce la farà, in quanto ora siamo in anticipo di 2’30”. Quest’ultima abita qui e in cima alla salita nel centro del suo paese il pubblico ora più numeroso è tutto per lei. Riesco a emozionarmi, io sempre davanti tra due ali di folla a fare l’andatura e dietro le due donne che secondo me si stanno giocando anche il podio di categoria. Indicativamente hanno circa quaranta anni, è difficile azzeccare la loro età visto, le loro facce tirate e stanche. Terminata la salita, la strada spiana siamo al trentanovesimo chilometro ed io sono troppo in anticipo con il tempo e avviso le ragazze che al ristoro del quarantesimo chilometro io devo rallentare vistosamente e loro dovranno proseguire da sole. Pur con la salita abbiamo percorso gli ultimi due chilometri a 4’50”. Ora sono un po’ in imbarazzo per loro perché ho capito che si curano anche per la posizione di classifica riservata alle donne. Vedo il cartello del quarantesimo chilometro e la strada sale ancora. C’è il ristoro, Romina si ferma invece Elena tira diritto. Io sono titubante sul da fare se fermarmi ad aspettare gli altri due “PACES” o tirare diritto ad aiutare sino alla fine le due donne. Davanti al sesso femminile il Duzza prende la decisione più saggia: cerco di convincere Romina che si è fermata a riprendere a correre per dargli un aiuto a riprendere Elena, ma dice che è stanca. Insisto un poco ma non mi segue e con la strada ancora in salita, faccio una progressione e vado a prendere Elena che se né andata per aiutarla in questi ultimi due chilometri. In questo scoppiettante finale, abbiamo superato parecchi atleti uomini oramai al “LUMICINO”. Affianco Elena che nel vedermi arrivare si tranquillizza e mi ringrazia per l’aiuto che gli sto dando. Finisce la salita e vediamo il cartello dei quarantuno chilometri e il mio orologio segna il tempo di 3h22’. Ora la strada è in leggera discesa e invito Elena ad andare all’arrivo da sola rassicurandola che il suo obiettivo è raggiunto. Io rallento e aspetto il sopraggiungere di Romina, la incito a non mollare e lo accompagno fino ai cinquecento metri al traguardo. Anche lei ce l’ha fatta, faccio dietrofront e vedo in lontananza che stanno sopraggiungendo i mie due compagni di avventura, i due “PACES”. Incito nel frattempo gli atleti che arrivano cui manca poco alla fine. Il “MILANESE” è stanco, il “TOSCANACCIO” s’incavola un po’ con me per la mia andatura … tanto lui non ha nessuno al seguito … dietro loro intravedo  la terza donna che era con me sino al trentaduesimo chilometro, l’aspetto affiancandola la incito a non mollare in quanto manca poco ed è ancora con il suo REAL-TIME a stare sotto le 3h30’. Vedo il cartello dei quarantadue chilometri, siamo in discesa e faccio tutto per spingerla al traguardo assieme a lei anche un atleta che non ce la fa più ed io a cento metri dall’arrivo lo spingo da dietro a tagliare il traguardo prima di me. Io chiudo la corsa con il tempo di 3h30’08” posizionandomi al 212mo posto. Nonostante corressi con il freno, amano tirato buon piazzamento su novecento partenti. Incrocio il responsabile dei “PACEMAKER” che si congratula con me per il buon lavoro svolto, devo fare in fretta per prendere il battello delle ore 14:00 che mi riporta ad Arona dove ho la macchina. Nel pezzo di strada dal traguardo al deposito borse mi aspettano in molti per ringraziarmi dell’aiuto che gli ho dato. Ci sono anche le due donne che mi STRARINGRAZIANO(e ci scappa anche un bacio) entrambe hanno centrato l’obbiettivo: la Elena ha chiuso in 3h27’00”, invece la Romina(idolo di casa) in 3h27’56”. Tranquille Viky e Sara, è stata solo una parentesi, ora “ANGEL” torna all’ovile in compagnia dei “RAGAZZI” in aiuto ai vostri futuri obiettivi. Per me è stata l’ennesima positiva esperienza, la sesta volta da quando corro, chi lo ha fatto può testimoniare che il sacrificio fatto di correre per gli atleti viene poi ripagato alla fine dai ringraziamenti degli atleti aiutati ed è anche un’occasione di conoscere persone con la tua stessa passione. Giudizio positivo su questa maratona alla prima edizione, percorso da “CARTILINA” e siccome come ho già detto che le strade sul lago non sono piatte, per fare “IL PERSONALE” qui bisogna essere in splendida forma. Buona l’organizzazione unici due nei, l’acqua ai ristori nel bicchiere e la maglietta tecnica maniche corte un po’ scarso come riconoscimento visto la cifra d’iscrizione. Riesco a prendere in orario il traghetto che mi riporta alla partenza, sono anche fortunato poiché essendo il primo a partire e la gara è ancora in corso è semivuoto e così vista la bella giornata di sole salgo sopra all’aperto e mi distendo. Non accuso stanchezza e in un’ora di viaggio mi godo lo splendido paesaggio rivedendo a ritroso il percorso. Anche in quest’occasione mi fa compagnia l’amico del Keniano bianco, il “COLNAGHI” che è arrivato 7mo, secondo tra gli italiani, mi spiega anche che la domenica precedente ha vinto la Maratona del Lago di Garda cui abbiamo partecipato lo scorso anno. Concludo ringraziando “VALICO” per la sua pazienza e per il tempo alla famiglia … prometto di risentirci solo dopo la Mezza Maratona di Busto Arsizio in compagnia di tutta la squadriglia. BACI.   

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