A fine Luglio al termine della SkyMarathon di Premana, mi capita tra le mani il volantino di questa SkyRunning che ho appena terminato e a distanza di tre giorni ne pago le conseguenze con un fastidioso mal di gambe. Preso dall’euforia dalla buona prestazione nella gara di Premana, decido di parteciparvi visto anche il percorso che a tratti conosco per averci camminato su questi sentieri da giovane. Vengo poi a sapere che già in passato nel 2008 sia “VALICO” che il “COACH” l’hanno già fatta a dai loro racconti me la descrivono come impegnativa. Ho due mesi di tempo per allenarmi, caldo permettendo e reputo necessario qualche allenamento su percorsi di montagna. Avendo il piede in cento scarpe succede che l’idea svanisce e arrivo alla fatidica data dell’evento con tanti chilometri nelle gambe, ma quasi tutti fatti in pianura. Il percorso di questa corsa ha Partenza da Como e Arrivo dopo trentacinque chilometri a Valmadrera (LC) con un dislivello in salita di metri 2265 +. Come ho già accennato per me è un ritorno al passato, a circa venticinque anni fa, quando in compagnia del mitico “RENZINO” la Domenica mattina grazie al suo “DIANE 6” con rischio ribaltamento a ogni tornante, ci si trasferiva da queste parti a scarpinare su questi percorsi di montagna, da non dimenticare che con lui e con l’attuale presidente del “Gruppo Camosci” di Seregno (Ora società “FUCINA” di Giovanni Talenti dello sci di fondo) Pino T. abbiamo partecipato nel 1982 con il solo allenamento domenicale in montagna alla “Monza-Resegone”. Risultato: conclusa in 5h22’ e premiati come il terzetto più giovane in gara. Erano gli anni del trio sempre vincente: Colombo-Lavelli-Galizzi, mitici in una corsa notturna molto più impegnativa dell’attuale PULTROPPO, ora diventata per soli “VIP”. Chiedo scusa al Webmaster Valico essendo uscito dalle fila del racconto, di conseguenza mi rimetto in carreggiata descrivendo la mia quotidiana avventura. Come tutte le domeniche, gara o non gara sveglia all’alba, questa volta per me oggi è un giorno speciale e la sorpresa è in agguato. Nell’uscire di casa trovo un mega striscione a forma di canotta, stile Marciatori Desio con pettorale cinquantuno da corsa, distesa per terra con tanto di auguri scritto, perché oggi è impossibile dimenticarlo ma è il mio compleanno. E vai Duzza questa, oltre alla cronica incavolatura che tengo già dentro per “SFIGA” mia, è la carica giusta per fare una buona gara. Via in macchina fino a Valmadrera e nel frattempo mi arrivano anche dei messaggi augurali da parte dei ragazzi che sono anche loro già svegli per il solito allenamento domenicale. Oggi loro sono a riposo “da gare” poiché la prossima Domenica senza di me sono al via della mezza maratona di Mantova. Ore 07:00 in punto ritiro il pettorale, ho il numero undici e salgo sul pullman che ci porta a Como, in riva al lago dove la partenza avverrà alle 08:45. Faccio nuove conoscenze durante il tragitto, davanti a me siede l’amico intimo del KENIANO BIANCO e PARE … prossimo compagno di squadra il prossimo anno, è “IL COLNAGHI” che lui conosce bene. La maggior parte degli atleti iscritti a questa gara proviene dalla montagna, gente allenata a questi percorsi e la maggior parte di loro reduci appena quindici giorni fa dal trofeo “SCACCABAROZZI” in Grigna. Provenienti dalla pianura siamo in pochi, splende il sole e si prospetta l’ennesima giornata calda con previsione di temperature intorno a mezzogiorno, quando sarò ancora in corsa di ventotto, gradì. Abbigliamento ancora estivo con scarpe da “TRAIL” del Giampy che conoscono già questo percorso e marsupio con macchina fotografica, Kway e piantina del percorso. Una volta a Como il tempo di un caffè, pipì, qualche foto al lago e poi pronto sulla linea di partenza a metà gruppo. Siamo in tanti 196 uomini e 14 donne e vai Duzza 08:45 in punto si parte, duecento metri di strada in pianura, svolta a sinistra e già inizia l’impegnativa salita che ci porta ai 908 mt. di Brunate il primo chilometro su asfalto e poi lungo un sentiero laterale alla funicolare di sassi e lunghi gradini. Il gruppo si allunga da subito, riesco a correre fin dove è possibile poi causa la difficoltà di sorpassare quelli che stanno davanti a me, mi metto a camminare a passi lunghi. Mi accorgo da subito di fare fatica, ho le gambe un po’ legnose, salgo al fianco della MITICA Daniela Gilardi, vincitrice di ben sei edizioni in campo femminile di questa manifestazione. Fa già caldo e sudo parecchio e non vedo l’ora di arrivare in cima alla salita dove è posto il primo ristoro per dissetarmi. Vi arrivo molto affaticato, al momento sul percorso ho incontrato poca gente che tifa, rimango deluso, solo acqua naturale in bicchiere, che non mi disseta. Ora la salita verso il “BOLLETTO” è una strada sterrata un poco più larga e con meno pendenza, purtroppo però non vado, le gambe sono legnose e in molti mi sorpassano. Al “BOLLETTO” 1100 mt. secondo ristoro trovo ancora la solita acqua naturale, integratore  molto diluito e barrette energetiche al  cocco. (SCUSATE MA NON FANNO PER ME !!!) tiro avanti arrabbiato e qui la salita per arrivare alla cima del “BOLLETTONE” 1317 mt. si fa tosta. Non c’è più il riparo della vegetazione e si sente il sole che picchia sulla testa. Le gambe non reagiscano faccio fatica, mi sento anche con poche forze addosso, stringo i denti nel vedere la vetta dove vi arrivo STANCHISSIMO … ennesima delusione … solito scarso ristoro. Mi fermo un attimo per riprendermi e ammirare lo splendido paesaggio da cartolina che mi si apre alla mia destra, la vista del lago sponda di Como …SPETTACOLO !!! per i miei occhi. Scatto qualche foto e inizio la discesa subito ripida e sconnessa, come mio solito con prudenza e lascio passare chi mi sopraggiunge da dietro tra cui gli amici di Valico e Mike. Conclusa la discesa mi ritrovo a percorrere un falsopiano dove le gambe continuano a non andare e mi sento anche un po’ molle e vuoto di energie. Mi frulla nella testa il RITIRO, ho percorso appena 13 Km, sono messo male ed ho ancora da affrontare due salite … le più impegnative. A un bivio in zona Capanna Mara trovo un po’ di gente che m’incita. Chiedo a loro dell’acqua e recupero anche brioche che divoro in men che non si dica. Li ringrazio e provo ad andare avanti ma il pensiero del ritiro non si cancella, però non posso … per i ragazzi, per il gruppo cui porto la maglia, per me che è il mio compleanno. Vado avanti e mi ritrovo davanti l’erta impegnativa del monte Palanzone 1436 mt. si sale tra i prati, non c’è sentiero e la traiettoria per raggiungere la vetta la devi decidere tu. Qui noto che tutti gli atleti sono in difficoltà e nessuno più mi sorpassa. Arrivo in cima a fatica e sotto la croce faccio qualche foto, qui c’è un po’ di gente che m’incita e … ristoro di sola acqua naturale. Sono al “LUMICINO” con le energie, tiro avanti e mi butto a rilento senza rischiare nella lunga discesa di circa 9 Km sino a Canzo dove lì in base alle mie condizioni deciderò della mia sorte. In discesa mi sorpassano in molti, guardo la cartina del percorso e vedo che a metà discesa c’è un altro ristoro … speriamo in bene!!! Ho bisogno di zuccheri da mettere in corpo. Una volta raggiunto … ennesima delusione, solita menata, non c’è niente di nuovo. Purtroppo sul percorso c’è poca gente e di conseguenza non posso neppure chiedere a loro. M’innervosisco ancora di più, altri concorrenti hanno gli stessi miei problemi, arrivano al ristoro cercando … ma non trovano. Stringo sempre più i denti facendo fatica anche in discesa, arrivo in fondo e sono ad Asso, costeggio la “PROVINCIALE” e all’altezza della stazione mi fanno attraversare e subito mi deviano a sinistra, dove inforco una strada asfaltata in salita (in pratica un muro di 200 mt). Mi trovo davanti atleti che camminano e che dal loro dire sono al “LUMICINO” con le forze. Manca poco al ristoro della Fonte Gajum a 481 mt. Lasciato l’asfalto, entriamo in un sentiero sterrato dove incontro molte famiglie con bambini che vengono da queste parti a “SCARPINARE” verso i Corni di Canzo che stanno qua sopra. Tra loro riconosco un mio concittadino che mi riconosce e mi incita e a cui chiedo scherzosamente viveri. Riesco a scroccargli mezza tavoletta di cioccolato che mangio in breve tempo. MIRACOLO !!! di li a poco raggiungo il ristoro di Gajum dove c’è la Coca-Cola e della frutta. Ho percorso 26 Km., questo è il 2° CANCELLO e sono in tempo utile per proseguire. Mi carico di zuccheri divorando frutta e bevendo Coca-Cola. Decido di proseguire, anche se mi aspetta la salita più dura, però in compenso avendo mangiato sono più ottimista nel potercela fare. Riprendo intervallando un po’ il correre al camminare ma nel giro di pochi minuti avviene il miracolo. Probabilmente stanno andando in circolo nel mio corpo gli zuccheri e mi sento rinascere. Ritrovo le forze e riprendo a correre con costanza anche su tratti duri, a differenza degli altri che camminano. Su questo tratto di percorso c’è anche molta gente e trovo anche il modo di battere il cinque ai bambini che incontro. Davvero un grosso cambiamento di passo tanto da fare i gradoni per arrivare al Terzo Alpe correndo incitato dalla gente. Come mio solito quando incontro le donne, ricambio anche a loro l’incitamento a non mollare. Arrivo al ristoro del rifugio del Terzo Alpe 793 mt. e mi giunge la notizia che alcuni atleti tra cui quello che era in testa alla corsa da lì in avanti sono collassati causa fatica e caldo. L’ordine dell’organizzazione è di alimentarsi bene e proseguire con cautela addirittura ora mi obbligano a portare con me una bottiglietta di acqua. Un medico mi guarda in faccia, vede che sto bene e mi acconsente a proseguire. Un po’ tardi, ma visto quello che sta succedendo in vetta con gente che sta male, l’organizzazione sta prendendo provvedimenti, in quando il caldo e la fatica fin qui fatta, si fanno sentire. Da qui alla vetta è praticamente impossibile correre, devi camminare e tirare su con le forze che ti rimangono il proprio peso. Ora sento di stare meglio, probabilmente a differenza di altri ora visto la distanza e le ore di corsa nelle gambe, vengono a mio vantaggio i devastanti allenamenti fatti con i “RAGAZZI”. Prendo un buon ritmo e sorpasso parecchi atleti che si fermano spesso a rifiatare. Un addetto al percorso mi avvisa che ho trenta minuti di salita davanti per arrivare alla vetta. Guardo l’orologio sono 3h45’ che sto correndo e salgo scattando qualche foto; quest’ultima salita che ci porta sotto ai Corni di Canzo è davvero CATTIVA!!!. In questo tratto effettivamente incontro concorrenti in grave difficoltà, alcuni fermi sdraiati sui sassi con le gambe in aria con crampi. La bottiglietta d’acqua è “MANNA” per bagnarsi il capo. Vedo la vetta, sono stanchissimo ma non mollo. Arrivo in cima e quasi non ci credo che mi manca solo la discesa ed è fatta. Qui in vetta a “Pianezza” al rifugio SEV 1225 mt. c’è un ristoro degli Alpini con panini e vino, li ringrazio per la loro gentilezza, bevo solo acqua per mia fortuna gasata e mi butto a testa bassa lungo la discesa finale di 5 Km che mi porterà all’arrivo. Per fortuna si trova in ombra nel bosco anche se ripida. Come al solito tiro un po’ i remi in barca, voglio arrivare al traguardo senza farmi male. Qualcuno mi sorpassa ma verso la fine supero anch’io atleti in difficoltà con problemi di crampi. È lunga e non finisce mai. Tra i rami degli alberi ora s’intravvedono le case del paese di Valmadrera. Lascio il bosco, manca un chilometro e mezzo all’arrivo su una ripida discesa su cemento. Sempre discesa fino al traguardo, come riferimento tengo il campanile della chiesa dove nella piazza antistante c’è il traguardo. Tra le case in discesa sempre di corsa riesco a saltare e battere il cinque a una bambina che m’incita dalla finestra di casa al primo piano … non so come ho fatto, ma il colpo è riuscito. Mancano pochi metri, faccio qualche foto e taglio il traguardo sorridendo con me stesso dalla gioia. ANCHE QUESTA è FATTA !!!. La Coca-Cola ha fatto il miracolo, mi ha ridato le energie per affrontare la parte finale più impegnativa il tutto a mio giudizio visto gli altri in difficoltà io con un buon passo. Dopo il traguardo mi consegnano un “BUONO PASTO” numerato 82. Da li deduco che sia la mia posizione di arrivo in un tempo di 4h46’. Se penso che volevo ritirarmi, ora non posso che essere felice. Nella piazza dove è posto il traguardo, c’è una grande fontana e vedo che ci sono atleti dentro a rigenerarsi. Fa caldo e tolgo le scarpe e m’immergo anch’io … è un SOLIEVO !!!. Sono stanchissimo, mangio panini e questa volta visto che la corsa è finita, non rifiuto un buon bicchiere di vino. In classifica sono 4° della mia categoria. Recupero la borsa dei miei indumenti e prendo velocemente la via di casa dopo aver tirato un po’ le “ORECCHIE” agli organizzatori per la scarsità, visto il caldo dei ristori. Sono Alpini, comunque a loro GRANDE MERITO perché il percorso essendo molto lungo e dispendioso, era ben segnato e vigilato dagli addetti e poi un bel giubbino come riconoscimento e premi ai primi 100 arrivati. Ora il mio programma dice un mese di riposo da “PETTORALI” ci si risente a Novembre …. per la gioia di Fabio a meno di qualche sorpresa strada facendo …. GRAZIE per la lettura e ora le energie di tutti vanno alla “STRADESIO 2012”. KISS Duzza o il Capitano ….. fate Vobis.
 
CLASSIFICA 185 ARRIVATI:

1°         Gotti Paolo        3h17’
82mo   Abbiati Davide   4h46’.

VEDI FOTO

Share: