Erano anni che ci provavo e alla fine . . . . . . CE L’HO FATTA ! Sembrava una montagna invalicabile, i palloncini delle 3 h 15’ erano lì tanto vicini ma tanto lontani e la questione non era tanto “ in quanto tempo “, ma farcela. Dopo tanti anni di corse , vivo la gara come una eterna sfida per superare un solo avversario : mé stesso. 

Trovare la forza interiore per superare il limite, i dubbi e le paure di non farcela. Trovare quella convinzione che ti porta poi a raggiungere il risultato ( nella corsa come nella vita ! ). Mesi di intensi allenamenti, alzatacce di primissima mattina, freddo e gelo : ma adesso ero li in quel di Verona più che mai convinto che oggi ce l’avrei fatta. Ecco i palloncini delle 3h 15’ ma non mi fanno più paura e poi “ wahov “ gialli il mio colore preferito un altro segno. Sto’ veramente bene, sono carico e convinto, la giornata fredda è per mè perfetta, alle 9,00 lo sparo . . . cosa aspetti vai !!! Al fianco del MITICO Davide i km passano veloci, teniamo senza difficoltà il passo e presto raggiungiamo i pace. Fermata tecnica, ripartenza e chi ti incontro Maurizio e Fabio versione “ tele tabbi “ ( ma dove lo avrà trovato quel fantastico cappellino ). Raggiungo velocemente Davide arriviamo alla mezza in 1h 37’ “ perfetto “. I  pace sono veramente in gamba, tengono a meraviglia il ritmo, ma ho un attimo di crisi e mi stacco di 300 mt. Lungo l’Adige, al giro di boa vedo sfrecciare  a velocità supersonica sulla strada del ritorno Michele ( 1h 33’ alla mezza ?! ) : ma dove stà andando così di fretta !!!  Mi ritrovo lungo l’Adige da solo nel famoso “ Limbo “, contro vento e con dolori alle cosce ma con un  buon passo . A questo punto la decisione : devo riagganciare i pace e Davide . Saggia decisione. Adesso si viaggia bene, il percorso è veloce e scorrevole fino al 30°, ma . . . . e si perché c’e sempre un ma : gli ultimi 10 km !!! Entriamo in città : strade strette, tanto porfido, curve, saliscendi sui ponti e , per non farsi mancare niente, slalom tra i partecipanti della 10 km stracittadina ( complimenti all’organizzazione !!! ). Ma quando corri al fianco di Davide nulla è impossibile e al 39° acceleriamo sui pace. Dopo un bel ponte “ spaccagambe “ arriviamo al 40° km, ma dovè il cartello ? Sorpresa più in là di 500 mt !!! Non fa niente : al 41° raggiungiamo Michele “ dai che arriviamo tutti insieme “ ma fà un cenno, è stanco allora proseguiamo. Il traguardo è sempre + vicino l’emozione mi prende, sempre più crescente, ma devo stare calmo e pensare solo a correre. Intravediamo l’Arena e il Garmin segna  42km tempo 3h 10’ma mancano ancora 700 mt . Non fa niente stringo i denti, non vedo e non sento più niente. Arena, discesa e risalita sulle assi , 200 mt finali : ho solo negli occhi il traguardo sempre più vicino. . . . . 3 h 14’07” … CE L’HO FATTA !!! Un grande grazie ai pace ma soprattutto a Davide, se non ci  fosse stato soprattutto lui nella parte finale chissà. Non mi stancherò mai di dire che correre al suo fianco per noi è uno stimolo, ti fà rendere al 100% e poi non smette un momento di darti una mano : UN  CAMPIONE. Un “ GRANDISSIMI “ anche a tutto il resto della banda : Michele che ha comunque concluso con un tempone e a Maurizio e  Fabio che nonostante i loro acciacchi non hanno mollato di un centimetro. Sono contento . Sono passati oramai alcuni giorni e a mente fredda, ripensando alla gara mi sono detto : e se gli ultimi 10 km fossero stati dritti, come sarebbe finità ?! E se Fabio e Maurizio fossero stati bene e super allenati ?! E se Michele fosse passato un po’ più tranquillo alla mezza ?!
Possono essere tutti motivi per la prossima sfida??? Vedremo. . . ma questa è un’altra storia !      

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