In questi giorni mi sono chiesto più volte se era il caso di scrivere un articolo su ciò che era successo Domenica 11 Luglio alla Tapasciata di Sotto il Monte Giovanni XXIII. Pensavo che fosse una cosa  personale di poco conto, non di dominio pubblico. Poi mi sono convinto e ho deciso di raccontarlo … HO PERSO LA MIA MACCHINA FOTOGRAFICA!!! Chi mi conosce attraverso le corse sa quanto ci tenessi.

Da tre anni a questa parte è sempre stata con me, abbiamo condiviso tante belle esperienze, emozioni, fotografando di tutto di più. La prima cosa che facevo prima di andare a una Tapasciata o una gara competitiva era quello di assicurarmi che facesse un’abbondante colazione di 220 volt, e dopo averla coccolata un po’, la riponevo delicatamente nella sua custodia pronta per l’uso. Non mi ha mai tradito, sole, pioggia, vento, mai uno scatto fuori posto sempre assieme, io correvo e lei scattava, eravamo in simbiosi tanto che giorno dopo giorno è nato l’AMORE … CHE SPETTACOLO!!! Dopo tre anni però … L’ultima volta che siamo stati assieme è stato proprio alla tapasciata di Sotto il Monte, era contenta, come ogni mattina pronta a fare il suo dovere. L’ultimo scatto l’ha fatto al diciassettesimo chilometro, quando con stupore di entrambi mentre corravamo lungo il percorso dei ventitré chilometri nei boschi, ci siamo imbattuti in un… MOTORINO…sì un MOTORINO tutto rotto abbandonato; non so come abbia fatto ad arrivare sul sentiero. Questo evento eccezionale non potevo non fotografarlo e allora eccomi lì con in mano la mia compagna a scattare uno, due, tre foto per immortalare lo scempio fatto da qualche IMBECILLE. Dopo di che ho preso la macchina fotografica, lo riposta nel suo fodero e ho ripreso a correre. Stavo bene, sì un po’ stanco ma ancora lucido, quando dopo tre chilometri una distrazione in una discesa … inciampo e … BOOM!!! Cado rovinosamente per terra, pestando il ginocchio sinistro che inizia a sanguinare e gonfiarsi un po’. <niente di grave> penso io, mi rialzo, guardo se ci sono altre ferite sulle mani o quant’altro, poi faccio un controllo generale e qui mi accorgo che la custodia della macchina fotografica è aperta e lei sparita, volatilizzata, non c’è più … PANICO!!! Cerco ricerco in tutte le direzioni ma niente, se ne andata … PERSA!!! Un’analisi più approfondita e a mente fredda mi ha indotto a formulare tre ipotesi. LA PRIMA è che dopo aver fotografato il motorino, l’abbia riposta nella sua custodia senza chiuderla e nel riprendere la corsa si sia sfilata e sia caduta nel bosco.  LA SECONDA ipotesi è quella che dopo l’ultima foto si sia allontanata volontariamente, approfittando di una mia disattenzione indignata da ciò che aveva dovuto fotografare, abituata lei a immortalare BELLISSIMI paesaggi e quindi se ne sia andata da questo mondo dove esistono persone che non rispettano la BELLEZZA della Natura. LA TERZA e ultima ipotesi, quella che secondo me è la più plausibile, è quella che lei, la mia macchina fotografica non mi amasse più e non sapendo come dirmelo, abbia preferito abbandonarmi, senza dirmi niente, senza spiegazioni, senza un ultimo saluto … così come i grandi amori alla fine finiscono.

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