Dopo aver letto il libro: “ ULTRAMARATHON MAN confessione di un corridore estremo ” di Dean Karnazes, ho iniziato a sognare. Ho sognato di partecipare a una 100 Km, magari organizzata nella Brianza, con partenza a Seregno. Ho sognato di essere lì alla partenza un secondo prima del VIA, con Cesare Moratti (Ciaci), Claudio Bilotti, Filippo Zarbo, per assaporare l’adrenalina che regala l’evento.

Ho sognato la partenza lenta di tutto il gruppo come se fosse  una passeggiata. Ho sognato Claudio, che dopo un paio di chilometri assieme, accelera e sfreccia via, come se stesse partecipando a una mezza maratona, fino a scomparire all’orizzonte, per poi ritrovarlo zoppicante al trentacinquesimo chilometro. Ho sognato il saluto di Ciaci che inserisce la ridotta e prosegue con i suoi acciacchi, i suoi dubbi, le sue paure. Ho sognato di attraversare Cabiate, Mariano Comense, Giussano, Verano brianza, Carate, Albiate, Sovico, Macherio, entrare nel parco di Monza dalla parte di Biassono, percorrere otto chilometri e uscire a Verano al lambro, proseguire per Lissone, in compagnia di un gruppetto di atleti/e colorato d’arcobaleno, scherzando e ridendo, come se fosse una tapasciata. Ho sognato di passare davanti a casa mia. Ho sognato il mio Gruppo Marciatori Desio sul percorso ad aiutare e a sostenere tutti i partecipanti e al mio passaggio, regalarmi, sorrisi, abbracci. Ho sognato di tagliare il traguardo intermedio dei cinquanta chilometri, senza problemi fisici, tutti di corsa in cinque ore. Ho sognato i ristori uno a uno come dei traguardi volanti. Ho sognato i crampi al sessantunesimo chilometro. Ho sognato nonostante tutto, di andare avanti camminando, senza mai essere sfiorato dal desiderio di ritirarmi, con la mente rivolta verso il traguardo. Ho sognato il gruppetto che mi ha accompagnato fino al sessantacinquesimo chilometro, superarmi e salutarmi come se fossimo vecchi amici. Ho sognato al settantacinquesimo chilometro un massaggio, ma ai me i due lettini erano occupati. Ho sognato di prendere la sacca con gli indumenti e le scarpe di ricambio, non toccare niente e portarli in spalla con me fino ad abbandonarli a casa al novantesimo chilometro. Ho sognato lo zigzagare del mio corpo tra la marea di folla di persone, nel viale principale del parco, ignari e incuranti del nostro passaggio, come se fossimo invisibili. Ho sognato il sostegno di amici, chi con messaggi, chi con telefonate … Ho sognato i complimenti dei Runners Desio e un FANTASTICO cinque da parte di Tucci Andrea. Ho sognato l’ultimo chilometro di corsa nel parco della Porada a Seregno al BUIO. Ho sognato gli ultimi  cinque metri finali tra gli applausi. Ho sognato di tagliare il traguardo, non distrutto senza forze, ma vivo, felice, entusiasta di essere arrivato. Ho sognato per 11h53’42” ….. non svegliatemi;  voglio godermi ancora per un attimo questa bellissima esperienza. Dopo aver partecipato a questa FANTASTICA gara tutto in torno a me si è trasformato in euforia, complimenti, ammirazione  x il gesto compiuto,festeggiamenti da parte del mio gruppo sportivo, addirittura sono stato fotografato e intervistato dal giornale locale, è  come se ad un tratto da tapascione mi fossi trasformato in  un vero atleta, un Runners … Tutto questo non nego che mi faccia piacere ma in fondo io mi sento ancora un tapascione che ha poca voglia di allenarsi, a cui alla domenice piace alzarsi presto per partecipare alle varie tapasciate con amici, sono ancora quello che quando partecipa alle gare, la  principale preoccupazione è quella di non dimenticare la macchina fotografica; che ha affrontato questa sfida in modo irrazionale come un bambino affronta per la prima volta tutto ciò che lo circonda  senza pensare a ciò che sta  facendo … io sono cosi !!       Vedi  foto

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