La cronaca di questa gara inizia il giorno prima, sabato 6 settembre con un briefing via cellulare con il mio compagno d’avventura Giampiero ( Runners Desio ) con delega Maurizio anche lui ( Runners Desio )Minuti importanti, decisivi, che servono a definire: l’orario di partenza da casa, equipaggiamento da portare (borraccia o camelbag e k-way, obbligatori ) e scambio di informazioni sul tempo che troveremo. Domenica 7 settembre ore 05.45 puntuali, io, Giampiero e Maurizio pronti a partire.

Ci mettiamo un’ora e quarantacinque minuti ad arrivare al passo Maniva; lungo la strada, incrociamo pochissime macchine specialmente in prossimità del passo, al che ci viene un piccolissimo dubbio: non è che hanno annullato la gara visto, il maltempo ?. A proposito … il tempo è da lupi, nuvoloni neri a tutto spiano, non piove, ma è brutto, brutto, brutto. Arriviamo finalmente nel piazzale del ritrovo (m.1670), non siamo i primi, ma poco ci manca. Nebbia, freddo, nebbia e ancora freddo. Nello scendere dalla macchina ci accorgiamo subito che c’è qualcosa che non va… il nostro abbigliamento non è uno di quelli più consoni all’ambiente che ci circonda; tutti coperti con felpe, giacche a vento, pantaloni lunghi, scarpe chiuse. Io: indosso solo una maglietta a maniche corte, bermuda e per non farmi mancare niente, ai piedi, sandali … brrrr che fredddddddo!!! Come fulmini ci catapultiamo nel rifugio per ritirare il pettorale, ma soprattutto per scaldarci e bere un buon caffè caldo con crostata … OTTIMA. Ormai manca mezz’ora al via, come si dice in queste occasioni, è ora di prendere il coraggio con due mani e uscire dalla baita per cambiarsi. Nel frattempo le condizioni meteo sono peggiorate; la nebbia si fa più fitta, il vento rende l’aria più fredda e pungente, sembra una giornata d’inverno. Per l’abbigliamento da gara non ho molta scelta, non pensavo di trovare questo clima ufffffa !!!, perciò devo indossare, maglietta maniche corte, k-way anti pioggia, canotta-pettorina ,fusò e manicotti per tenere le braccia al caldo… meno male. Quando è il momento di tirare fuori lo zaino (Camelbag obbligatorio) mi accorgo subito che oggi non è giornata … farò molta fatica, sì perché Maurizio decide di portarsi a dietro la sola borraccia (decisione che poi si rivelerà azzeccata), mentre Giampiero ha deciso per il camelbag piccolo, quasi invisibile. Ed io ? il mio camelbeg è si di quelli professionali ma aimè, GRANDE e con tutto quello che ho deciso di portarmi a dietro!! E’ PESANTE e quando dico PESANTE, PESANTE (circa 4Kg); c’è di tutto: due litri d’integratore, due bottigliette di coca cola, barrette energetiche di tutti i tipi, non mi faccio mancare nulla, sembrano che abbia svaligiato un supermercato. La partenza è vicina, ora siamo tutti sotto la tettoia del rifugio, piove e soffia un forte vento, speriamo che passi. Qui facciamo la conoscenza di Massimiliano (Atl. Club Villasanta) che è in cerca di compagni d’avventura che finiscano la gara sulle quattro ore, a detta sua, tempo stimato in base alle sue scarse condizioni. Scava scava, però si scopre che è un top Runners con personale sulla maratona in tre ore e dieci. Decide comunque che saremo noi i suoi compagni di avventura. Lo speaker ci invita sulla linea di partenza, non ci alletta l’idea di lasciare il rifugio, piove, ma ci tocca e con fare rassicurante ci illustra il percorso che per il maltempo è stato accorciato, da 28Km a 21km. I tratti più pericolosi sono stati tolti: Goletto di Cludona(m.2031),rifugio Grazzini, simbolo della zona, autogestito dal CAI Collio, in località Craparo Alto(m.2020), Malga Craparo (m.1870), Malga Ravenola Vaga (m.2020). presso i laghetti di Ravenola,Malga Mai(m.1809) e infine Malga Ravenola Soliva (m.1993). Tutto è stato fatto in nome della sicurezza (in dieci stagioni da organizzatrice la Promosport non si era mai dovuta confrontare con condizioni climatiche cosi proibitive )  E ORA IL MIO ZAINO PIENO ? che me ne faccio ?… ZAVORRA,ZAVORRA e ancora ZAVORRA, UFFFFFA. Ore 09.00, VIA SI PARTE, circa 160 atleti sotto la pioggia. Dopo pochi metri, la strada su sterrato incomincia a salire fino al rifugio Bonardi. Oggi non è giornata, pronti via, prima Maurizio e poi Giampiero mi staccano e piano piano si allontanano fino a scomparire all’orizzonte, eppure sto bene … maledetta zavorra. Tratto di asfalto in salita, sempre di corsa ma lenta, molta lenta, poi la salita si fa più dura, lungo i prati che attraverso il pascolo Calva degli Zocchi portano alla cima Dasdanino (m.2070), qui cammino. Poi lungo la statale asfaltata per Passo Crocedomini fino a Passo Galli (zona ex radar); questo tratto mi permette di distendere il passo e la parte in discesa di volare … infondo, oggi mi sento un SASSO ( lento in salita, veloce in discesa ). Si continua fino a Goletto Cludone, dove si riprende il vecchio tracciato, quindi Goletto Giogo della Bala (m.2176), il punto più alto della gara; scollino e passo per il cancelletto di controllo con obbligo di rifornimento (inutile dopo il taglio del percorso) e poi, con lo zaino che mi ritrovo … lo ignoro e continuo spedito. Il percorso prosegue per un breve tratto di asfalto (250 m), poi s’imbocca il sentiero fino al Cascinello di Vaia e poi giù in discesa … che BELLA!!! infine mi scateno  verso il BELLISSIMO laghetto di Vaia (m.1918). Questa zona è una bandita demaniale con divieto di caccia, nella quale, dicono, non è difficile imbattersi in gruppi di camosci. Io sono cosi fortunato che l’unico animale che riesco a vedere è una mucca ed è proprio davanti a me, in mezzo al sentiero … cavolo come è GROSSA… La discesa continua fino a Malga di Mezzo Vaia (m.1851), quindi un tratto di sentiero di 3/4 Km in leggero saliscendi al cospetto del Monte Matto … che SPETTACOLO !!!! Ci porta fino a Malga Dasdana Vaga (m. 1809). Si passa a fianco della cascata di Dasdana Vaga e si percorre la ripida ma breve discesa per il sentiero denominato “ la scaletta “, qui con mia grande sorpresa trovo Maurizio, purtroppo la sua gara è finita … DISTORSIONE, non ci voleva, oggi era proprio in forma, sembrava che corresse in pianura da quanto andava forte … PECCATO !!. Vorrei stare al suo fianco e fargli compagnia fino alla fine ma lui rassicurandomi sulle sue condizioni, mi spinge a continuare mancano solo 4Km all’arrivo … proseguo in un sentiero immerso in un BELLISSIMO bosco di faggi e abeti in direzione Roccolo degli Zocchi. Manca poco all’arrivo, si attraversa il comprensorio sciistico degli Zocchi, dopo un ultimo strappo in salita, si percorre gli ultimi 500 metri su un sentiero molto stretto e pericoloso, tutto percorso con estrema prudenza e finalmente taglio il traguardo, non prima di aver sprintato con una concorrente … la n° 34. Tempo finale 2h21’07” (115mo) non male per un tapascione. Giampiero Somaschini (Runners Desio) 2h09’36” (75mo), Maurizio Somaschini (Runners Desio ) 2h33’57” (140mo) con distorsione alla caviglia,Mauri Massimiliano ( Atl. Club Villasanta ) 2h06’ (63mo). PS. Dopo la gara  per non farci mancare niente un bel piatto di tagliatelle con i funghi  e cervo  presso l’agriturismo Cornei da Nadia … BUONO. By Valico

 

Share: