Ce l’ho fatta!!!! Tutti arrivati entro le cinque ore, chi un po’ prima (Fabio, Giampiero, Roberto) e chi un po’ dopo

(io). E Pinuccio? … Terzo di categoria! Partenza da Provaglio, nel centro del paese. Verso le sei siamo già lì ed un’aria fredda tipica autunnale ci accoglie nonostante sia  il 15 giugno, c’erano dieci gradi. Ci si prepara pensando che tipo di meteo troveremo sul San Gugliemo (1948 mt s.l.m) , arrivo della gara. Chi decide di correre con la maglietta magari portandosi un k-way e chi osa partendo con una semplice canotta.  Foto di rito, tv locali che fanno interviste insomma c’era un po’ di tutto. Raduno alla partenza. Sparo.

E via, inizia un calvario di 30 km con più 2000 metri di dislivello con l’arrivo in salita e già mi domando in che condizioni sarò, lassu… già lassù… dove volano le aquile. Il primo km è pianeggiante giusto per uscire dal paesello vicino al lago, dopo di che s’incomincia a salire su strada asfaltata che poi diventa mulattiera e infine perfido sentiero con pendenze severe intorno al 20% per svettare sul Monte Cognolo (673 mt s.l.m.) primo colle della corsa. Ma la durezza di questa salita comincia mietere le sue vittime e si cominciano a vedere i volti delusi di qualche atleta, con il pettorale in mano, costretto al ritiro. Ho percorso circa 4km in quaranta minuti. Adesso un agevole discesa di un paio di km giusto per recuperare la fatica consumata a “ freddo” e poi s’incomincia a correre su carrozzabili con vari sali e scendi mai eccessivamente impegnativi per circa 10 km. In salita riuscivo a nascondere (relativamente) il distacco dai miei compagni di avventura, ma su questo tratto no. E praticamente anche Roberto mi saluta nei pressi del primo ristoro. Hanno proprio un altro passo. Adesso proseguo da solo lungo il tracciato che temo un po’ , perché stranamente in pianura o falsopiano  ultimamente soffro, non chiedetemi il perché non lo so neanche’ io. A farmi compagnia spunta Angelo, il compagno di avventura di questa gara. Abbiamo lo stesso passo, solo che lui in pianura mi va via e io in discesa lo riprendo, mentre in salita siamo allo stesso livello. Il bello è che lui conosce la corsa e io qual miglior roadbook potevo avere, infatti è della zona, mi spiegherà tutte le avversità del percorso e io cercherò di capire quali siano i tratti migliori per alimentarsi ed arrivare all’ultimo km finale, denominato “il muro del pianto” , in condizioni buone. Avendo avuto esperienze negative con arrivi in salita ed in altitudine temevo molto quel tratto. Correvo dosando le forze.

Ma torniamo alla corsa e adesso siamo al 19° km, dove mi aspetta una carrozzabile tremenda con una pendenza costante elevata intorno al venticinque e più %,sarà il tratto più duro della competizione, un km e mezzo veramente duro su strada in cemento che mi porta alla croce Marone fino all’apparizione miracolosa della Madonnina che benedice l’uscita sulla spianata. Siamo al Km 20,800 all’altezza di mt. 1108. La difficoltà di questa salita non saranno tanto nella pendenza ma dalla lunghezza, ci metterò ventuno minuti, cronometrati da Angelo. Il più, a detta di tutti è fatto e  passo il cancello delle quattro ore con un largo margine.

Sembra fatta, ma io non mi fido, il GPS mi segnala ancora sei km da fare e soprattutto 700 metri di dislivello da superare e poi l’altitudine, si arriva a quasi 2000mt, non lo dimentico. Questi ultimi chilometri sono costanti e mai di forte pendenza ma la stanchezza comincia a farsi sentire, qui si capisce chi è allenato sui “lunghi”, alcuni ti passano come se niente fosse ed altri li vedi faticare e magari con i crampi. Continuo a salire ed arrivo all’ultima ascesa , il famoso “ muro del pianto”. Un rivolo d’acqua scendeva sul sentiero, mi  chiedevo se non erano le lacrime di chi mi precedeva.  Intanto sentivo le urla d’incoraggiamento dei miei compagni d’avventura che scendevano avendo scollinato una ventina di minuti prima. Gli ultimi 200 metri decido di farli di  corsa nonostante fossero in ripida salita. Passo il traguardo. E’ fatta! E subito dietro Angelo. Stretta di mano e complimenti a vicenda. Siamo arrivati quaranta minuti prima del cancello. Si pensava che fosse finito tutto lo sforzo e invece no!  Adesso bisogna arrivare a Zone per un impervio sentiero lungo 12km!

E vai! Poi lì sarà veramente finita. Che avventura..

 

 

67°       DOZIO GIUSEPPE                   03.35.21   (terzo di categoria)

144°     VALCARENGHI FABIO             03.57.24

153°     SOMASCHINI GIAMPIERO       03.59.04

171°     BERETTA ROBERTO               04.03.45

244°     MORATTI CESARE                  04.20.58

245°     DANESI ANGELO                    04.21.00

 

 

 

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